Gazzetta di Reggio

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Nuovi insediamenti? Nelle aree dismesse

di Adriano Arati
Nuovi insediamenti? Nelle aree dismesse

L’accordo coinvolge Scandiano, Rubiera, Casalgrande e Castellarano. Più attenzione ad ambiente ed equilibri urbanistici

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SCANDIANO. Procede la marcia dell’accordo territoriale per la rigenerazione degli insediamenti produttivi nel distretto ceramico. Di cosa si tratta? Di un accordo che coinvolge i quattro Comuni del territorio – Casalgrande, Castellarano, Scandiano e Rubiera – per la gestione delle aree aziendali, artigianali e produttive che potranno venire realizzate nei prossimi anni in questi paesi, compresi fra la vallata del Tresinaro e quella del Secchia.

L’accordo tenterà di gestire al meglio la situazione di un territorio che dagli anni ’60 a oggi ha vissuto uno sviluppo impressionante, passando da zona agricola a uno dei distretti più produttivi e avanzati al mondo. Il territorio stesso porta i segni di questa crescita vorticosa, con tanti insediamenti non sempre organizzati in maniera razionale e un allargamento forte pure della popolazione e degli spazi abitativi. Oggi gli enti pubblici devono quindi gestire un’area che si sta riprendendo dagli anni di crisi e che necessita di nuovi insediamenti, ma che allo stesso tempo deve prestare attenzioni agli equilibri ambientali e urbanistici; temi, quest’ultimi, oggettivamente in secondo piano ai tempi del primo boom del distretto ceramico.

Nella pratica: si cercherà di sfruttare aree industriali già servite, piuttosto che progettare insediamenti ex novo. I due grani spazi operativi sono già stati identificati, a Casalgrande e Castellarano. L’accordo territoriale deve essere approvato da Comuni, Provincia e Regione, e sta ora facendo il giro delle varie sedi istituzionali, non senza discussioni e polemiche. A Scandiano, il documento è stato approvato con i voti della maggioranza Pd.

«I meccanismi perequativi saranno definiti in modo che i ritorni economici degli investimenti siano ripartiti in modo equo tra i comuni. L’accordo prevede anche obiettivi condivisi riguardo alle misure di mitigazione e compensazione ambientale, quali l’impermeabilizzazione dei suoli, e si propone di favorire gli interventi per il risparmio energetico e la sicurezza dei fabbricati anche dal punto di vista sismico» sottolineano i consiglieri di centro-sinistra scandianesi. Per loro è «un passo nella giusta direzione» grazie a due «aspetti virtuosi» che ragionano nell’ottica di distretto, cercando di rivalutare ambienti e capannoni già edificati negli anni passati. Materiale che non manca a Scandiano, a partire dall’enorme complesso della Maska, l’azienda del settore abbigliamento fallita ormai una decina di anni fa. Ma gli esempi sono numerosi, dopo anni di sofferenze, ridimensionamenti e chiusure. «Auspichiamo che queste iniziative possano costituire un nuovo corso per lo sviluppo del distretto ceramico e che in futuro possano supportare il recupero delle aree industriali dismesse presenti anche sul territorio scandianese», precisano dal Pd scandianese.

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