Nuovi insediamenti? Nelle aree dismesse
L’accordo coinvolge Scandiano, Rubiera, Casalgrande e Castellarano. Più attenzione ad ambiente ed equilibri urbanistici
SCANDIANO. Procede la marcia dell’accordo territoriale per la rigenerazione degli insediamenti produttivi nel distretto ceramico. Di cosa si tratta? Di un accordo che coinvolge i quattro Comuni del territorio – Casalgrande, Castellarano, Scandiano e Rubiera – per la gestione delle aree aziendali, artigianali e produttive che potranno venire realizzate nei prossimi anni in questi paesi, compresi fra la vallata del Tresinaro e quella del Secchia.
L’accordo tenterà di gestire al meglio la situazione di un territorio che dagli anni ’60 a oggi ha vissuto uno sviluppo impressionante, passando da zona agricola a uno dei distretti più produttivi e avanzati al mondo. Il territorio stesso porta i segni di questa crescita vorticosa, con tanti insediamenti non sempre organizzati in maniera razionale e un allargamento forte pure della popolazione e degli spazi abitativi. Oggi gli enti pubblici devono quindi gestire un’area che si sta riprendendo dagli anni di crisi e che necessita di nuovi insediamenti, ma che allo stesso tempo deve prestare attenzioni agli equilibri ambientali e urbanistici; temi, quest’ultimi, oggettivamente in secondo piano ai tempi del primo boom del distretto ceramico.
Nella pratica: si cercherà di sfruttare aree industriali già servite, piuttosto che progettare insediamenti ex novo. I due grani spazi operativi sono già stati identificati, a Casalgrande e Castellarano. L’accordo territoriale deve essere approvato da Comuni, Provincia e Regione, e sta ora facendo il giro delle varie sedi istituzionali, non senza discussioni e polemiche. A Scandiano, il documento è stato approvato con i voti della maggioranza Pd.
«I meccanismi perequativi saranno definiti in modo che i ritorni economici degli investimenti siano ripartiti in modo equo tra i comuni. L’accordo prevede anche obiettivi condivisi riguardo alle misure di mitigazione e compensazione ambientale, quali l’impermeabilizzazione dei suoli, e si propone di favorire gli interventi per il risparmio energetico e la sicurezza dei fabbricati anche dal punto di vista sismico» sottolineano i consiglieri di centro-sinistra scandianesi. Per loro è «un passo nella giusta direzione» grazie a due «aspetti virtuosi» che ragionano nell’ottica di distretto, cercando di rivalutare ambienti e capannoni già edificati negli anni passati. Materiale che non manca a Scandiano, a partire dall’enorme complesso della Maska, l’azienda del settore abbigliamento fallita ormai una decina di anni fa. Ma gli esempi sono numerosi, dopo anni di sofferenze, ridimensionamenti e chiusure. «Auspichiamo che queste iniziative possano costituire un nuovo corso per lo sviluppo del distretto ceramico e che in futuro possano supportare il recupero delle aree industriali dismesse presenti anche sul territorio scandianese», precisano dal Pd scandianese.
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