Sopralluogo della banda prima del colpo
Il pm Pantani acquisisce tutti i video delle telecamere del paese per valutare le singole responsabilià dei tre banditi
REGGIO EMILIA. All’indomani della rapina in banca a Novellara – conclusasi con un inseguimento al cardiopalma, l’arresto dei tre presunti responsabili e il recupero del bottino da 11mila euro – il pm Maria Rita Pantani, che coordina le indagini dei carabinieri, sta acquisendo tutti i fotogrammi delle telecamere. Non solo quelle della banca, il Credem di piazza Unità d’Italia, ma le telecamere dell’intero paese: il sospetto, infatti, è che nei giorni precedenti il colpo la banda di specialisti delle rapine agli istituti bancari avesse compiuto un sopralluogo, con tutta probabilità con l’auto “pulita”, la Ford Fiesta. Per avere la conferma dell’ipotesi – e una ulteriore prova dei diversi ruoli: secondo la ricostruzione a entrare in banca è stato Balsano, alla guida dello scooter Tedesco, apripista Bigiani – la procura sta passando alacremente al setaccio i video disponibili, del centro storico di Novellara ma anche della periferia, dove era avvenuto il cambio di veicoli.
Il colpo è avvenuto alle 12.35, quando un bandito travisato con cappellino, sciarpa e occhiali da sole, nonché armato di cutter, aveva fatto irruzione nella filiale Credem, dove si trovavano quattro clienti e tre impiegati, si era “servito” da solo arraffando il contenuto di due casse (5mila e 6mila euro, che aveva riposto in un borsone nero) ed era fuggito; all’apparenza a piedi, ma testimoni avevano indicato che, svoltato l’angolo, era salito su uno scooter, un Kimko, guidato da un complice corpulento. Alla periferia di Novellara i due si erano riuniti con un terzo componente e avevano cambiato i veicoli: Maurizio Bigiani, 44enne, si era messo al volante di una Ford Fiesta nuova di zecca e “pulita”, con la funzione di apripista, cioè di avvisare gli altri nel caso in cui l’avessero fermato, mentre il borsone di contanti lo avevano i complici, Franco Tedesco, 52 anni, e Franco Balsano, 48 anni, saliti su una Renault Modus rubata nell’aprile scorso a Bologna. Ma il dispositivo a tenaglia – ben quindici pattuglie, più di trenta uomini – allestito dai carabinieri su tutte le possibili vie di fuga aveva mandato all’aria il piano: a Canolo di Correggio Bigiani alla vista di un posto di blocco aveva svoltato all’improvviso, era stato inseguimento e bloccato a Mandrio, mentre Balsano e Tedesco sono stati pizzicati poco dopo, seduti a un tavolo del ristorante Chacarero di via dell’Aeronautica a Reggio. Tutti e tre sono stati arrestati per concorso in rapina aggravata a mano armata. La convalida degli arresti si terrà oggi alle 10.30 nel carcere di via Settembrini, alla presenza dei legali difensori: avvocato Mario Di Frenna per Tedesco, Rosanna Beifiori per Balsano, Roberto D’Errico (l’unico di fiducia) del Foro di Bologna per Bigiani.
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