Via all’anno accademico e il Coni parla di Olimpiadi
Ieri la cerimonia nella sede di viale Allegri dell’Università di Modena e Reggio Presenti anche i rettori e i delegati di altre cinque atenei italiani
REGGIO EMILIA. Inaugurazione ufficiale del nuovo anno accademico di Unimore, ieri mattina nella sede reggiana di viale Allegri, con la partecipazione di rettori e delegati di altre cinque università. È a loro che si è rivolto il segretario generale del Comitato olimpico italiano (Coni), Roberto Fabbricini, per parlare del legame fra lo studio e lo sport. Senza dimenticare naturalmente il «no» della Giunta capitolina alla candidatura di Roma ai Giochi del 2024.
Il corteo accademico è stato accolto dal “Gaudeamus” del coro studentesco mentre lo speaker annunciava la presenza di Mirko degli Esposti per l’Alma Mater di Bologna, Giovanni Franceschini per l’ateneo di Parma, Giorgio Zauli rettore di Ferrara, Maccarini delegato di Bergamo e la collega Anna Corradi dell’Università di San Marino.
Poi è toccato ai direttori di Dipartimento, ai presidenti dei Corsi di laurea e dei docenti, ai presidenti della Conferenza degli studenti e della Consulta tecnico amministrativa, ai pro rettori Sergio Ferrari (Modena) e Riccardo Ferretti (Reggio) e al professor Alberto Melloni che più tardi ha tenuto una dotta lezione dal titolo “Il secondo miglio del dialogo e del pluralismo religioso”.
A rallegrare il clima ecco infine la scenetta in costume d’epoca con la quale Borso III, Duca della goliardia modenese, ha “consentito” al magnifico rettore Angelo Andrisano di dare il benvenuto agli ospiti e dichiarare formalmente aperto l’anno accademico numero 841.
Molto attesa era naturalmente la relazione del segretario nazionale del Coni che al termine ha ricevuto il “Sigillo dell’ateneo”. Fabbricini ha ricordato le sue giovanili esperienze all’università di Roma ed il legame che accomuna la formazione allo sport e allo studio.
«Per primeggiare – ha ricordato – occorre la volontà di vincere e la fame di sapere».
Prima di soffermarsi sui protocolli d’intesa siglati dal Coni con i Rettori per “Camminare insieme favorendo la salute e la ricerca”. Due i richiami di carattere storico riferiti alla fondazione (1088) dell’Università di Bologna e alle prime Universiadi di Torino (1959) che hanno aperto sfide che esigono dedizione e sacrificio ma garantiscono competenza e salute.
Ha spiegato quindi come il Coni sia stato inizialmente finanziato dal Totocalcio prima di vivere grazie al contributo dello Stato. Prima di arrivare alla stoccata finale. «Avevamo il sogno di migliorare ulteriormente l’impiantistica di Roma, che si avvale tuttora di ciò che venne costruito nel 1960. Non vogliamo fare del vittimismo ma il nostro progetto è finito nel cestino della carta straccia per un preconcetto politico. Tutto con la motivazione – così riportata dai social – di “evitare una truffa”. Una giustificazione che non accettiamo. In Italia ci sono 15 milioni di persone che praticano uno sport per passione e volontariamente senza nulla pretendere. Nessuno può dare del disonesto a Coni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
