Due rapinatori confessano e la banda torna... a casa
Colpo al Credem di Novellara, Tedesco: «Piano studiato, ma banca scelta a caso» Il solo “apripista” Bigiani non risponde. Il gip dispone per tutti e tre i domiciliari
REGGIO EMILIA. «Non volevo delinquere, ma ero disperato, in una situazione economica disastrosa», è stata la confessione di Franco Tedesco, 52 anni, uno dei tre rapinatori – insieme a Franco Balsano, 48 anni, e a Maurizio Bigiani, 44 anni – autori del colpo al Credem di Novellara, catturati mezz’ora a Correggio e Reggio con l’intero bottino da 11mila euro recuperato. Rapinatori professionisti del quartiere Barca di Bologna che ieri mattina, su disposizione del gip Antonella Pini Bentivoglio che ha convalidato gli arresti per concoros in rapina naggravata, sono stati tutti posti ai domiciliari.
In tribunale, durante l’udienza di convalida, Tedesco ha risposto all’interrogatorio rendendo piena confessione: del resto, ad incastrarlo c’è un testimone oculare, un impiegato della banca uscito per pochi minuti che, nel rientrare, all’esterno lo aveva visto sullo scooterone e che, una volta avvisato del colpo, lo aveva riconosciuto dalle immagini delle telecamere. Nell’interrogatorio, durato circa venti minuti, Tedesco ha raccontato che il colpo a Novellara era sì studiato nei minimi particolari (avevano approntato parecchi giorni prima veicoli e modalità), ma l’istituto era stato scelto sul momento: passando davanti a tre filiali, aveva mirato alla terza, appunto il Credem.
Ha ammesso i fatti e si è assunto le proprie responsabilità anche Franco Balsano, l’esecutore materiale, inguaiato dalla descrizione dei presenti in banca e con addosso, al momento della cattura, i medesimi indumenti ripresi dalla videosorveglianza interna.
Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere Maurizio Bigiani: nonostante il suo svoltare all’improvviso davanti al posto di blocco, Bigiani è l’indagato nella posizione meno grave, poiché si trovava su un’auto “pulita” e senza nulla di compromettente.
Il pm Maria Rita Pantani, che ha coordinato l’indagine dei carabinieri, ha richiesto la custodia cautelare per tutti e tre gli indagati, considerando i corposi precedenti penali dei soggetti (che risalgono agli anni ’80-’90) e i gravi indizi di colpvolezza a loro carico.
Gli avvocati difensori Mario Di Frenna (Tedesco) e Tosanna Beifiori (Balsano), hanno chiesto gli arresti domiciliari.
Infine il difensore di Bigiani, avvocato Giovanni Voltarella del Foro di Bologna, in sostituzione del collega Roberto D’Errico, si è opposto alla convalida dell’arresto e ha perorato la remissione in libertà per il suo assistito.
Il gip Pini Bentivoglio non ha fatto distinzioni tra i componenti della banda e ha rimesso gli atti al pm: da fissare la data del processo.
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