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la replica sul recupero

Fagioli risponde ai senatori «Siamo solo sub contrattori»

REGGIO EMILIA. L’impresa Fagioli spa di Sant’Ilario d’Enza - in riferimento all’articolo pubblicato dalla Gazzetta di Reggio in data 24 settembre, riguardante il recupero dell’imbarcazione...

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REGGIO EMILIA. L’impresa Fagioli spa di Sant’Ilario d’Enza - in riferimento all’articolo pubblicato dalla Gazzetta di Reggio in data 24 settembre, riguardante il recupero dell’imbarcazione affondata al largo delle coste libiche nell’aprile 2015 - tiene a precisare che il progetto nel suo complesso è stato affidato dalla Marina Militare ad una società specializzata nel recupero di relitti.

La titolare del contratto ha quindi subappaltato a diversi sub contrattori (tra i quali Fagioli) le diverse aree di intervento quali le operazioni subacquee, la logistica marittima, la tecnologia di profondità ed il sollevamento del natante. Il sollevamento è stato affidato alla impresa reggiana che è certificata come società di ingegneria ed è l’unica realtà in Italia in grado di progettare soluzioni complesse e customizzate come quella richiesta dal recupero in questione.

Pertanto Fagioli non solo non è titolare del progetto di recupero (e quindi nemmeno lontanamente dell’intera somma spesa per l’operazione), ma è l’unica azienda italiana ad avere il know how per poterlo realizzare nella parte di sollevamento. «Ci stupisce negativamente che senatori della Repubblica si permettano di commentare situazioni che non conoscono senza nemmeno essersi documentati sufficientemente colpendo un’azienda riconosciuta nel mondo quale fiore all’occhiello dell’innovazione e della competenza tecnica italiana. Un’azienda di cui, da Emiliani, dovrebbero essere orgogliosi» – hanno commentato i vertici aziendali Fagioli.

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