Non è stato un malore: sigilli al cantiere sulla statale 63
Casina: dopo gli accertamenti, la procura sequestra la tratta della Bocco-Canala dove è caduto l’operaio di 54 anni, morto dopo quattro giorni di agonia
CASINA. La caduta da circa 5 metri d’altezza che ha portato alla tragica morte di Mark Bernardo non è stata causata da un improvviso malore.
La certezza è giunta dopo i primi rilievi diagnostici, che hanno permesso di concedere l’immediato nulla osta per l’espianto degli organi dell’operaio di 54 anni, morto 5 giorni fa dopo l’incidente sul lavoro avvenuto nel cantiere della variante Bocco-Canala a Casina, sulla statale 63.
Un cantiere pubblico sulla cui vicenda ha aperto un’inchiesta la procura di Reggio Emilia che ha affidato le indagini al sostituto procuratore Maria Rita Pantani, la quale aveva già aperto un fascicolo per lesioni colpose ora tramutato in omicidio colposo, con inevitabilmente i primi iscritti nel registro degli indagati.
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Il grande cantiere del valore finale di 34 milioni di euro, è stato posto sotto sequestro.
Una misura decisa dopo che, nella serata di domenica, il cuore dell’operaio ha smesso di battere e il medico ne ha certificato la morte non per cause naturali. L’uomo ricoverato all’ospedale Maggiore di Parma ha lottato tra la vita e la morte per quattro giorni, durante i quali i medici hanno monitorato la situazione sanitaria che era stata giudicata da subito gravissima. Poi il peggioramento ulteriore e il decesso, che ha spezzato le ultime speranze della famiglia.
L’uomo di origine inglese ma residente a Benevento, aveva una figlia di 24 anni e un figlio di 21 anni. La ragazza ha nominato quale avvocato di fiducia Maurizio Colotto, per poter seguire gli sviluppo dell’inchiesta e a tutela della famiglia. Il sequestro probatorio già richiesto dallo Spisal dell’Ausl di Reggio, ha bloccato i lavori affidati al Consorzio Integra dall’Anas, società titolare della tratta della montagna reggiana. I colleghi di lavoro dell’operaio - dopo aver appreso la notizia della morte - avevano già manifestato domenica notte l’intenzione di chiudere il cantiere e astenersi dal lavoro fino al giorno del funerale. Il decesso avvenuto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore ha gettato nello sconforto la squadra di operai giunti da Benevento, e che da tempo lavorano nel cantiere.
Secondo una prima ricostruzione, l’infortunio si è verificato tra l’ingresso di una delle due gallerie (la Bocco Sud) e l’inizio del viadotto. Erano le 17.15 quando l’operaio saldatore, dipendente del Consorzio Cerreto-Casina che sta eseguendo i lavori, è caduto mentre lavorava sull’impalcatura tra la galleria Bocco Sud e il terrapieno.
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