I sindacati: «Inaccettabile morire così»
Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil preannunciano azioni a tutela della sicurezza dei lavoratori
CASINA. Cordoglio alla famiglia e preannuncio di azioni sindacali che vedranno coinvolto il settore edile reggiano. Sono questi i punti cardine del comunicato firmato congiuntamente dai sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, alla notizia della morte di Mark Bernardo, l'operaio 54enne rimasto ferito nel cantiere sulla Statale 63 alla Bocco-Canala e deceduto dopo un'agonia di quattro giorni. «Nello stringersi nel cordoglio alla famiglia - esordisce il comunicato - è unanime la richiesta sindacale agli organi pubblici competenti di accertare le cause e le eventuali responsabilità dell'infortunio mortale».
L'ennesima morte bianca (così vengono definiti gli infortuni sul lavoro con esito letale) in terra reggiana, spinge Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil a ribadire «con fermezza la necessità della massima attenzione e dell'adozione di tutte le misure di prevenzione della sicurezza sui cantieri, da parte di tutte le imprese». E con particolare riferimento all'ultimo mortale infortunio alla Bocco Canale, i sindacati di categoria chiedo con forza che sia fatta «piena luce su quanto accaduto in cantiere lo scorso 30 settembre» perchè «è inaccettabile morire per lavorare nel 2016».
E dopo la solidarietà e la denuncia, i tre sindacati reggiani affermano: «Nelle prossime ore valuteremo l'adozione di tutte le scelte possibili a tutela della famiglia e, anche, a garanzia delle condizioni di sicurezza dei lavoratori in quel cantiere ed in tutti i cantieri della provincia. In particolare devono essere messe in atto e verificate tutte le misure previste, legate alla prevenzione nei cantieri per lavorare in modo legittimo e sicuro». «Nella fattispecie - concludono i sindacati di categoria - chiediamo anche alla impresa realizzatrice se quanto previsto dall'accordo sottoscritto in cantiere è stato attuato».
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