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L’Ariosto dimenticato ma non da tutti

L’Ariosto dimenticato ma non da tutti

L’associazione Vicedomini Cavezzi: «Gli enti culturali devono avere una maggiore attenzione»

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REGGIO EMILIA. Anche l'associazione culturale montecchiese Vicedomini Cavezzi rivendica una presenza attiva nella ricorrenza dei cinquecento anni dall'edizione dell'Orlando Furioso. Da tempo, infatti, aveva programmato per il prossimo 26 novembre alle 16,30 la presentazione delle opere di Omar Galliani e Graziano Pompili dedicate al poema di Ludovico Ariosto. Le illustrerà a Casa Cavezzi, a Montecchio, il critico d'arte Sandro Parmeggiani, già direttore di palazzo Magnani, dopo un'introduzione di Corrado Morini. Era stato l'onorevole Mauro Del Bue ad intervenire sulla Gazzetta di Reggio per deprecare l'inerzia e la scarsa sensibilità che, a suo parere, la città starebbe dimostrando nell'occasione del cinquecentenario del Furioso. Gli aveva risposto Iris Giglioli, presidente di palazzo Magnani ed ex-sindaco di Montecchio, elencando le iniziative che la sede espositiva reggiana ha prodotto due anni fa con le mostre, i concerti e le performance di Ariosto540 e con la grande esposizione “L'arte contemporanea legge l'Ariosto”, riproposta quest'anno in Valtellina. Rimane incolmato, peraltro, il vuoto di manifestazioni ariostesche quest'anno a Reggio. Restano, quindi, i termini della polemica, su cui l'associazione Vicedomini Cavezzi interviene sottolineando la propria azione culturale su questo e sugli altri temi affrontati nella stagione 2015-2016, che prevede due o tre appuntamenti al mese da ottobre a maggio. «Non tutti - scrive il sodalizio alludendo anche alla mostra di palazzo Magnani - hanno dimenticato la figura e le opere dell'illustre reggiano ed anzi hanno dato loro un'attenzione che ha varcato i confini reggiani. Forse, come spesso avviene, si è portati a sottovalutare le iniziative di casa nostra, fino al punto di cancellarne la memoria e i meriti di chi le ha rese possibili». Dopo avere citato la conferenza del 26 novembre in Casa Cavezzi, l'associazione si spinge oltre accennando alla «considerazione che si vuole dare al patrimonio culturale del nostro territorio e alle conseguenti tematiche che ne derivano per la sua valorizzazione, senza disconoscere lo straordinario apporto che può venire da un maggiore coinvolgimento degli enti culturali volontari e degli organi di comunicazione mediatica». Ne segue una proposta: «Potrebbe essere la Gazzetta di Reggio a promuovere una discussione sull'argomento o, magari, ad essere di stimolo per un dibattito aperto in sede pubblica». (l.s.)

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