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Lo sport come terapia Prossima sfida la maratona

Lo sport come terapia Prossima sfida la maratona

Protagoniste le ragazze di “Prima di tutto” reduci dalla gara di triathlon a Rimini Obiettivo: creare un laboratorio permanente dedicato ad atleti con patologie

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REGGIO EMILIA. Lo sport come terapia e come riabilitazione ma anche come momento di socializzazione e di condivisione, è il cuore del progetto “Primaditutto”. Una proposta e al tempo stesso una sfida che si pone l'obiettivo di costruire un team sportivo e dar vita a una sorta di laboratorio sportivo permanente dedicato e attrezzato nel quale gli atleti con problemi fisici possono allenarsi in assoluta sicurezza. “Primaditutto team” vuole essere un gruppo composto da persone affette da malattie oncologiche, cardiopatie, obesità o invalidità che saranno seguiti da uno staff di allenatori, tutor e medici per far svolgere loro attività sportiva in totale sicurezza. Il primo appuntamento del gruppo sportivo in fase di costituzione è per il 2016 è la partecipazione alla Maratona di Reggio con l'intento di riuscire a percorrere i 42.195 metri della gara competitiva in staffetta. Ma quello della maratona reggiana sarà un traguardo volante, in vista di nuove avventure sportive fuori e dentro i confini provinciali, sperando in una massiccia adesione di nuovi atleti. Il progetto "Primaditutto Team"sarà presentato ufficialmente sabato 15 ottobre al centro Calypso di Bibbiano e saranno le due atlete reggiane affette da problemi di salute Giovanna Rossi e Martina Davolio e Catia Cantarelli a promuovere l'adesione a questo gruppo aperto a uomini e donne. Assieme a loro ci saranno l'allenatore Gabriele Torcianti (che metterà a frutto la sua esperienza ospedaliera di fare sport con persone fragili) e il cardiologo e medico dello sport Giulio Toni. Giovanna e Martina che sono affette da problemi di salute che però non le ha convinte ad abbandonare la pratica sportiva, assieme a Catia Cantarelli hanno corso a staffetta la gara di triathlon internazionale “Challenge Rimini 2016". Non proprio una passeggiata, ma quell'esperienza gratificante consentirà loro di essere preziose tutor per altre persone affette da patologie che aderiranno al progetto e vorranno mettersi alla prova per superare i limiti e le barriere mentali nell'affrontare la malattia utilizzando la pratica sportiva. Il progetto che è stato promosso in collaborazione con la Fondazione Grade Onlus di Reggio prevede che l'attività più strettamente sportiva sia affiancata da una serie di incontri e conferenze sul tema della pre4venzione, dello sport e del benessere. In attesa del lancio ufficiale di “Primaditutto Team”, è già possibile avere informazioni consultando il sito www.46per cento.com (r.f.)

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