Stasera il concerto per il Duomo tornato a splendere
Guastalla: proseguono le celebrazioni per la riapertura In programma visite guidate nelle domeniche di ottobre
GUASTALLA. Proseguono le celebrazioni per la riapertura della Concattedrale di San Pietro Apostolo in Guastalla e della Solennità di San Francesco, copatrono di Guastalla. Stamani alle 10 la Concelebrazione nella solennità del santo patrono e alle 21 un grande concerto per coro e orchestra diretto dal maestro Enrico Becchi con musiche di Giovan Battista Pergolesi (Stabat Mater) e Antonio Vivaldi (Gloria RV 589). Si esibiranno Antonella De Gasperi, contralto, Lorena Campari, soprano e la corale Giuseppe Verdi di Ostiglia (Mn) diretta dal maestro Claudio Sani e l'Orchestra dei Colli Morenici diretta dal maestro Enrico Becchi che esprime «un sentito e riconoscente ringraziamento alla famiglia Agosta Tota per la sensibilità e la generosa disponibilità dimostrate alla realizzazione dell’importante evento».
La riapertura domenica del duomo ha visto la partecipazione di oltre 2mila persone, molte arrivate anche dal Mantovano. A causa della folla non tutti sono riusciti ad apprezzare le bellezze dell’edificio e le nuove scoperte architettoniche emerse durante i lavori di restauro. Per questo per le domeniche 9, 16, 23 e 30 ottobre dalle 16 alle 17, sono state organizzate visite guidate a cura dell’Associazione Giovani Maldottiani. E alle 18.30 ci sarà la messa vespertina. «Quella di domenica – dice il sindaco Camilla Verona – è stata indubbiamente una giornata di festa e di orgoglio per tutti, credenti e laici. Il duomo custodisce l'identità del nostro territorio e della sua Diocesi. Ne racconta la storia, pubblica e privata, di generazioni e generazioni. Una sorta di enciclopedia della città, scrigno della memoria collettiva. E' la chiesa di tutti, lo spazio in cui vengono celebrate le tappe fondamentali della vita; dalla nascita alla morte: il battesimo, la comunione, il matrimonio, fino all'ultimo saluto. Momenti scanditi dal rintocco delle campane che, dopo quasi 5 anni di forzato silenzio, dovuto anche alle profonde ferite del sisma, hanno ora risuonato a festa».
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