Ragazzo down multato sull'autobus, ora Seta fa retromarcia
Reggio Emilia: il 17enne aveva il biglietto semplice ma la corsa era extraurbana. L'azienda si scusa: "E' mancata una dose di buon senso da parte dei verificatori". Il sindaco Luca Vecchi: "Fatto gravissimo, è una mancanza di rispetto per la fragilità"
REGGIO EMILIA. La multa cancellata, i Comuni e i sindaci mobilitati, tante riflessioni sui diritti delle persone e sulle barriere, fisiche e non fisiche. Ha movimentato un’intera città la vicenda avvenuta martedì pomeriggio al Albinea, quando un 17enne ragazzo down è stato multato da un controllore di Seta perché in possesso di un biglietto “sbagliato”, anche se regolarmente timbrato, mentre tornava a casa dalla scuola, da Reggio.
La linea 1, che porta sino ad Albinea, è considerata urbana sino a Canali, per poi diventare extraurbana – con necessità di un ulteriore biglietto – una volta entrati nel territorio albinetano. Il ragazzo aveva il biglietto urbano, convinto che fosse quello corretto, ed è stato sanzionato per la “mancanza”.
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La denuncia su Facebook della madre, amareggiatissima, ha scatenato una reazione poderosa e compatta, guidata dal Comune di Reggio. Ieri mattina il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, ha contattato Seta, e l’azienda dei trasporti ha revocato la multa, prima di unirsi all’amministrazione comunale reggiana e a quella albinetana nelle scuse al ragazzo.
Nei prossimi giorni sia Vecchi che Nico Giberti, primo cittadino di Albinea, incontreranno la famiglia e il giovane: «Vorrei che ritrovasse presto la forza e la voglia di salire su quell'autobus. Perché quell'autobus è casa sua», spiega Vecchi. Il sindaco si è informato per poi intervenire assieme all’assessore alla Mobilità Mirko Tutino e alla presidente di Fcr Annalisa Rabitti, da decenni impegnata in prima persona sul tema disabilità. L’episodio – al di là delle conseguenze per il ragazzo, e già non è poco – apre anche riflessioni sulla reale capacità di includere davvero le diversità, anche nei piccoli fatti quotidiani come il ritorno da scuola. Malgrado gli sforzi le barriere ci sono ancora, a quanto pare.
«Quanto è accaduto sul bus è gravissimo, parla di mancanza di rispetto per la fragilità, di non consapevolezza, delle barriere culturali che sono ancora da abbattere rispetto alla diversità. Ogni azione, anche piccola, è significativa nella vita di una persona fragile», sottolineano Vecchi, Tutino e Rabitti. «La dignità della persona viene prima di tutto e si convive in modo civile se si riconoscono e condividono certi valori.
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Per noi il rispetto delle persone e la volontà di non lasciare indietro nessuno viene prima di tutto. E chiunque lavora con noi nella più ampia sfera dei servizi pubblici sa bene (e se eccezionalmente non lo sapesse, gli va spiegato molto chiaramente), che questi sono i valori che storicamente hanno connotato il livello di civiltà della nostra città e vanno acquisiti bene, perché nessuno si sogna di cambiarli».
Gli amministratori reggiani rivendicano anche quanto fatto in questo senso, coi tanti percorsi messi in piedi: «In questi mesi, all'interno del progetto “Reggio Emilia città senza barriere”, abbiamo promosso fra l'altro la formazione degli autisti di Til (azienda che gestisce i minibù e gli scuolabus) sui temi della disabilità e dell'handicap e tale formazione si estenderà a tutti gli operatori del trasporto pubblico locale: il loro comportamento può essere di grande aiuto, certo non deve tradursi in una “barriera”».
Tutino ha poi ricordato come il controllore verrà presto convocato. L’addetto lavora per Holacek, una società esterna in subappalto. E anche questo è un fronte caldo, fa notare Giberti: «È stato un episodio riprovevole e molto grave, che fa riflettere anche sulla qualità dei subappalti che vengono affidati. Come amministratori è doveroso che in questo senso ci assumiamo delle responsabilità: l’autonomia delle persone con disabilità deve essere una priorità di ogni comunità». Giberti racconta di conoscere bene il ragazzo e di avere timori sulle conseguenze: «Ad Albinea siamo abituati a vederlo muoversi in piena autonomia. Per questo dispiace molto che l’episodio possa aver in qualche modo minato la sua spontaneità e naturalezza nel rapportarsi agli altri».
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