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Il fratello: «Se n’è andata una parte di me»

Il fratello: «Se n’è andata una parte di me»

Ivan Caroni: «Aveva un cuore grandissimo ed era sempre pronto ad allungare una mano»

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REGGIO EMILIA. Sul campo da calcio era come se fossero una persona sola anche se, a parte agli inizi, le loro carriere da allenatori hanno sempre avuto strade diverse.

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E oggi Ivan Caroni, fratello maggiore di Stefano, entrambi fedeli seguaci delle teorie calcistiche di Corrado Orrico, sente di aver perso una parte fondamentale della propria vita, in casa e sul campo: «Se n’è andata una parte di me, eravamo molto legati – racconta commosso – Stefano era un uomo intelligente, molto in gamba: una persona con un cuore grandissimo, sempre pronto ad allungare una mano per aiutarti. La sua morte, così improvvisa e imprevedibile, mi ha sorpreso e colpito. Per me è un duro colpo».

Ivan apre il libro dei ricordi e, inevitabilmente, si finisce subito in campo: «L’ho preso con me a Bagnolo, negli anni Novanta, come allenatore degli Juniores e mi dava una mano anche in prima squadra. Poi gli ho fatto conoscere Corrado Orrico, che all’epoca allenava la Lucchese, e siamo rimasti “folgorati”».

Solo su una cosa Ivan e Stefano non si erano trovati d’accordo: «Mi ha sempre rimproverato per aver rifiutato, in due occasioni, l’opportunità di andare ad allenare una squadra professionistica. “Fosse capitata a me – mi diceva sempre – sarei andato di corsa”. Ma io sono contento di ciò che ho avuto dal mondo del calcio...». (g.g.)

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