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Made in San Martino in Rio i mantelli indossati da Madonna in tour

di Serena Arbizzi
Made in San Martino in Rio i mantelli indossati da Madonna in tour

I capi sono opera della maestria della ditta “Ricami Laura” «Prima la crisi, ora lavoriamo con le maison del lusso»

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SAN MARTINO IN RIO. La cura del dettaglio che diviene protagonista conferendo al capo quella sensazione di unicità tipica del made in Italy. Attraverso questa filosofia la “Ricami Laura” è arrivata a intrecciare rapporti con le più importanti maison mondiali. Un’abilità sartoriale che ha raggiunto persino sul palcoscenico di una delle rockstar più popolari e leggendarie di tutti i tempi: “Ricami Laura” ha realizzato le mantelle indossate da Madonna durante il “Rebel Heart”, tour che ha portato l’icona del pop in giro per il mondo.

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«La realizzazione delle mantelle di Madonna è stato il frutto di un lavoro certosino, intrapreso con Fausto Puglisi, direttore creativo della Fausto Puglisi che veste le star americane, nonché direttore creativo della Maison Ungaro di Parigi – spiega Stefano Bonaretti, amministratore di Ricami Laura, nonché figlio della fondatrice Le mantelle del “Rebel Heart tour” hanno richiesto 800 ore di lavoro e una decina di persone impiegate. Noi siamo specializzati nelle realizzazioni di capi attraverso l’uso del ricamo per un prodotto dei segmenti lusso ed extra-lusso. Laura, mia madre, per anni è stata il punto di riferimento per il ricamo di Gianfranco Ferré. Nel nostro laboratorio abbiamo un grande archivio fotografico, di disegni e schizzi elaborati dallo stilista nella sua costante opera di ricerca».

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«Abbiamo poi realizzato un capo con Giorgio Armani per Rihanna in occasione dell’ultimo concerto, e un capo per la Pausini insieme a Byblos. Creiamo capi ricamati per: Gucci, Prada, Valentino, Armani, Ferragamo, Givenchy, Hermes, E. Pucci, R. Cavalli, F. Puglisi, Scervino, Dsquared2, Marc Jacobs, Tory Burch, Etro, Burberry, Barocco, Ralph Lauren, Tom Ford e tante altre. Il 20% dei capi ricamati che sfilano a New York, Londra, Milano, Parigi, passano da San Martino in Rio, ma è una percentuale che intendiamo alzare».

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Tre anni fa l’azienda, dopo anni di crisi, stava chiudendo. «La morte di Ferré, tra le altre cose, ci aveva già fortemente compromesso. Abbiamo messo tutto quello che avevamo in cassa per cercare di tirare avanti – prosegue Bonaretti –. Poi è arrivata la svolta con la messa in campo di un marketing globale e che ho condotto di notte, sui social. Ho sfondato le porte di maison apparentemente impenetrabili a colpi di richieste, messaggi, inviti. Ho chiamato gli uffici stile di tutto il mondo: mi negavano un appuntamento e io li richiamavo… Il risultato è che oggi collaboriamo con una quarantina di maison del lusso ed extra-lusso». «In questi giorni stiamo per diventare una srl, così potremo assumere nuovi dipendenti, attualmente 25, in controtendenza con il mercato».

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