Musei e biblioteche, Reggio è 435esima
Nella classifica nazionale OpenBilanci la spesa pro-capite è di 40,28 euro. Sul turismo si è speso 1,46 euro per abitante
REGGIO EMILIA. Sapete dov’è Rassa? È al primo posto. Poco più di una sessantina di abitanti, in provincia di Vercelli, secondo OpenBilanci è stato questo il Comune in cui nel 2014 c’è stata la spesa pro-capite più alta in Italia per biblioteche e musei: 3.719,33 euro. Attorno al 1300, Rassa è stato teatro delle gesta eretiche di Fra’ Dolcino. Oggi invece è sede di un ecomuseo del legno: una struttura all’avanguardia, si legge sul sito dell’amministrazione, «in questi ultimi anni oggetto di importanti interventi di risanamento conservativo».
Sapete invece dov’è Moncenisio? Al secondo posto, con 795 euro di spesa pro capite. In provincia di Torino, è il più piccolo Comune del Piemonte per numero di abitanti. Ma è anche sede di un ecomuseo, “Le Terre di confine”, al quale evidentemente tengono davvero molto. A completare il podio, infine, c’è Fiera di Primiero, in Trentino Alto Adige: sede del museo “Palazzo Delle Miniere”, Fiera di Primiero si colloca al terzo posto, con una spesa di 787,57 euro pro capite. E Reggio Emilia? Con una spesa pro capite di 40,28 euro, in questa particolare classifica si posiziona al 435esimo posto, tra Bolzano e Santo Stefano di Magra, in Liguria.
In pratica, secondo i dati di OpenBilanci – sui quali ieri non è mancato qualche mugugno di amministratori locali – ci sono 434 Comuni in Italia che spendono più di Reggio Emilia per quanto riguarda investimenti pro-capite in musei e biblioteche. Ovviamente, i Comuni che si sono classificati nelle prime tre posizioni sono molto piccoli. E moltiplicando la spesa pro-capite per il numero di abitanti, a Reggio Emilia risultano investimenti complessivamente molto superiori. Sulla spesa pro-capite, Reggio risulta comunque capofila rispetto agli altri Comuni della provincia. A Correggio, seconda in provincia e al 517esimo posto a livello nazionale, la spesa media pro-capite è pari a 35,52 euro. A Rolo, terza in provincia e 766esima a livello nazionale, la spesa pro-capite è invece pari a 26,69 euro.
Numeri diffusi proprio nel giorno in cui il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha annunciato pubblicamente che il motto dell’amministrazione sarà «meno strade, più cultura», mettendo in fila nell’ordine il rifacimento del teatro Ariosto, dei Musei Civici, della Panizzi, dei chiostri di San Pietro e della Reggia di Rivalta. Quanto alla classifica regionale, siamo all’undicesimo posto. La graduatoria, in questo caso, è guidata da Busseto, luogo natale del grande Giuseppe Verdi: la spesa pro-capite è pari a 199,10 euro. A seguire, Mordano con 88,76 euro, in provincia di Bologna, e la modenese Montefiorino (59,23 euro).
Fra i capoluoghi di provincia, fanno meglio di Reggio il Comune di Bologna (quarto con 51,23 euro) e quello di Ferrara (quinto con 50,51 euro). Chiudono la top ten regionale Lugo (sesta con 48,10 euro), Casteldelci (settima con 47,70 euro), Calendasco (ottava con 47,52 euro), Valmozzola (nona con 46,11 euro) e Monterenzio (decima con 45,38 euro).
Ma le classifiche di OpenBilanci analizzano anche le spese pro-capite sul turismo. E in questo settore, a livello nazionale il Comune di Reggio si colloca addirittura al posto numero 3.500 della classifica. La spesa pro-capite? In questo caso, secondo OpenBilanci è pari a 1,46 euro. È la stessa cifra che spende il Comune di Stilo, in Calabria. A livello regionale, invece, Reggio Emilia è al 182esimo posto, dopo Novellara e prima di Gragnano Trebbiense.
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