Tre indagati per la morte dell’operaio
Casina: sotto la lente l’applicazione delle misure di sicurezza. Intanto dalla Procura arriva il nullaosta per il funerale
CASINA. Sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di Mark Bernardo, il lavoratore di 54 anni morto domenica quattro giorno dopo l’infortunio avvenuto nel cantiere della Bocco-Canala.
Il fascicolo aperto sul tavolo della dottoressa Maria Rita Pantani presto potrebbe trasmigrare sul tavolo di un collega, questo perché ognuno ha competenza per le varie materie. Intanto, nella giornata di ieri, è arrivato il nullaosta dalla stessa procura e ora la famiglia potrà organizzare il trasferimento della salma sino a Benevento, città di provenienza del saldatore, e quindi il funerale.
Le indagini affidati ai tecnici della Medicina del lavoro sono in corso. Serviranno per capire le condizioni di lavoro all’interno della galleria e del cantiere connesso. Serviranno ad accertare misure di sicurezza applicate e prevenzione degli infortuni. Così come, attraverso la testimonianza dei colleghi di lavoro, sarà importante ricostruire con esattezza cosa è successo il giorno dell’infortunio, mercoledì 28 settembre quando erano circa le 17.
Il saldatore, che era dipendente del Consorzio Cerreto-Casina, stava eseguendo i dei lavori su di una impalcatura alta circa quattro metri, fra la galleria Bocco Sud e il terrapieno. La caduta in cui è incappato aveva provocato numerosi traumi.
La corsa dei mezzi di soccorso, le prime cure sul posto e il trasferimento in elisoccorso all’ospedale Maggiore di Parma non hanno purtroppo scongiurato l’epilogo fatale. Perché dopo quattro giorni di ricovero in Rianimazione, l’uomo è morto.
La procura ha autorizzato la donazione del cuore perché gli accertamenti - disposti dalla procura - hanno permesso di escludere che quella caduta sia stata provocata da un malore improvviso. Mark Bernardo è caduto per colpa di un infortunio. E sotto accusa c’è l’applicazione delle misure di sicurezza.
Per questo, le indagini vanno avanti con tre indagati, da cercare in questa fase preliminare nei responsabili sicurezza. Un atto chiaramente dovuto in attesa di ulteriori risposte. Anche la famiglia è pronta a fare la sua parte. Si è affidata all’avvocato Maurizio Colotto, che potrebbe presto incaricare periti di parte per altri accertamenti in cantiere.
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