Gazzetta di Reggio

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Cannabis rimborsabile per i malati di dolore cronico

Laura Pasotti
Cannabis rimborsabile per i malati di dolore cronico

Correggio, per ora la spesa è sostenuta dalla Regione solo per i pazienti di sclerosi multipla e dolore neuropatico cronico

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CORREGGIO C’era anche Correggio tra le piazze – 135 tra Italia ed estero – che lo scorso primo ottobre hanno ospitato “Cento città contro il dolore”, l’iniziativa della Fondazione Isal di Rimini e promossa sul territorio dalla onlus VitaINdolore-Amici di Isal, la prima formata da pazienti con storie cliniche diverse ma affette da dolore cronico persistente. Nata nel 1993 la Fondazione Isal vuole aiutare le persone che soffrono di dolore cronico e, anche attraverso la manifestazione giunta all’ottava edizione, favorire la nascita e la divulgazione di una cultura specialistica nella cura del dolore.

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«La giornata a livello nazionale è andata molto bene e anche noi a Correggio siamo soddisfatti – racconta Giulia Roccanova di VitaINdolore-Amici di Isal – Abbiamo distribuito materiale informativo e, tramite la vendita dei sacchetti di noci, raccolto donazioni che serviranno a Isal per la ricerca scientifica».

Nata nel 2014, l’associazione è diventata onlus nel 2016, ha circa 130 iscritti a livello nazionale e una decina attivi sul territorio di Correggio e dintorni. «Il dolore cronico non è stato inserito nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, mentre il nostro obiettivo è far sì che venga riconosciuto come malattia – continua Roccanova –. Io ho subito diversi interventi alla colonna vertebrale e mi è rimasto un dolore cronico alla schiena e alla gamba. Ho un’invalidità riconosciuta per gli interventi ma non per il dolore. Chi, ad esempio, soffre di dolore cronico non dovuto a un intervento, come la cefalea, come fa?».

Altro problema segnalato dalla onlus è la mancanza di informazione sul dolore cronico tra i medici di base. «Spesso non sono informati sull’esistenza dei centri di terapia per il dolore – aggiunge Roccanova –. Io ad esempio ci sono arrivata da sola. E poi sono restii a prescrivere antidolorifici puri, come gli oppiacei, mentre preferiscono dare antinfiammatori che, spesso, non servono a niente». In più, «dovrebbe esserci più coordinamento tra fisiatri, ortopedici, neurologi e gli altri specialisti per riconoscere il problema e inviare il paziente al centro specifico».

A due anni dall’approvazione della legge regionale sull’uso di farmaci a base di cannabis, lo scorso agosto una delibera della Giunta ha aggiornato il prontuario terapeutico regionale e stanziato un milione di euro per coprire i costi dei farmaci: la cannabis terapeutica sarà rimborsata per le riduzioni del dolore in pazienti con sclerosi multipla e dolore neuropatico cronico. Negli altri casi saranno a carico del cittadino. A breve i medici potranno prescriverli. «È un grosso risultato, raggiunto anche grazie all’impegno della consigliera regionale Roberta Mori a favore della nostra causa», conclude Roccanova.
 

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