Gft, offerte per la fonderia «Salvate anche gli operai»
L’azienda nel mirino di due cordate di imprenditori interessate a rilevare il ramo Guaitolini (Fiom): «Non si badi solo all’offerta economica: ci sono 100 lavoratori»
REGGIO EMILIA. Due offerte pronte ad essere depositate sul tavolo del tribunale per rilevare il ramo d’azienda della fonderia Gft. Una novità importante che si fa strada tra i corridoi della ditta di Mancasale e che sta mettendo in subbuglio i 100 lavoratori rimasti con il fiato sospeso dallo scorso agosto, quando la proprietà ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo per evitare il vicolo cieco generato dalle tensioni finanziarie.
I 60 giorni di tempo concessi come termine dal giudice Luciano Varotti per presentare un piano sono quasi in scadenza e le strade da intraprendere sono due: il rilancio in proprio o la cessione del ramo industriale.
Secondo le intenzioni presentate in tribunale - confermano i lavoratori - ci sarebbero due diverse cordate di imprenditori in fila per rimettere in carreggiata l’attività della fonderia dalla quale dipendono anche diverse imprese legate all’indotto. In linea di principio in Gft il lavoro non manca: i prodotti per il 70% sono destinati al settore moto e per il restante 30% sono teste motore destinate al settore industriale. La produzione è orientata verso due fattori: da un lato la graduale sostituzione di pezzi di materiali diversi con componenti in alluminio, dall’altro l'espansione del prodotto moto, trainato soprattutto dalle aziende legate al settore delle corse, a cui appartengono gran parte dei clienti Gft.
Parliamo di una realtà in cima alla catena della fornitura industriale, in grado di esprimere un fatturato annuo sopra i 20 milioni di euro nel 2014 e che era in sostanziale equilibrio negli ordini. Più tirata, invece, l’esposizione finanziaria.
Dovrà comunque essere il tribunale di Reggio a stabilire a chi dovrà eventualmente andare il ramo. Una procedura che, solitamente, mette al primo posto la valenza economica dell’offerte. Chi più offre più ha chances. «È speranza di tutti che la procedura metta al primo posto la salvaguardia dei tanti posti di lavoro - afferma il segretario della Fiom, Sergio Guaitolini - Nulla sè ancora deciso ma le offerte sembrano concrete. Oltre all’offerte economica bisogna valutare la tenuta dell’attività sul territorio per evitare la perdita di professionalità importanti». Se il passaggio di mano andrà in porto si tratterebbe del secondo visto che l’attività deriva dal fallimento della Tecnologie srl, terminata nel 2011.
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