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I medici di famiglia riuniti in una “casa” vicina all’ospedale

di Mauro Pinotti
I medici di famiglia riuniti in una “casa” vicina all’ospedale

Guastalla: incontro con l’Ausl per concretizzare il progetto Individuata un’area di 500 metri quadri. Ci sono già i soldi

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GUASTALLA. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro interlocutorio tra i medici di famiglia e il direttore generale dell'Ausl di Reggio Emilia, Fausto Nicolini. Scopo di tale confronto la possibilità di realizzare una struttura vicina all'ospedale guastallese che possa ospitare i 9 medici di famiglia e il pediatra che oggi hanno i loro ambulatori nello stabile di Medicina 2000 situato in piazza Primo Maggio dietro al palazzo ducale.

Per l'Ausl di Reggio Emilia il progetto è fattibile e sarebbe già stata individuata l'area di circa 500 metri quadrati, situata tra il pronto soccorso e l'elisoccorso; le risorse da mettere a disposizione, circa un milione di euro, non mancano ma resta il problema di istituire l'iter, che si sa, ha sempre le sue lungaggini e non sempre per colpa dei committenti o degli esecutori quanto piuttosto per la tipica burocrazia italiana. Ovviamente è un progetto a medio-lungo termine ma i medici di famiglia sostengono che sia giunto il momento di iniziare a parlarne, se non altro per un fatto di trasparenza e per un giusto coinvolgimento dei cittadini che poi sono i diretti interessati a questo tipo di sviluppo della sanità guastallese.

I vantaggi che la struttura riservata ai medici di famiglia possa essere costruita vicino all'ospedale sono molteplici: su tutti la possibilità da parte dei medici generici, che hanno in cura pazienti con patologie serie, di approfondire, attraverso esami diagnostici, la necessità di un ricovero ospedaliero o se poter continuare le cure a domicilio.

Inoltre, tutti quei casi medici che vengono accolti dal triage del pronto soccorso come codici non urgenti, possono essere seguiti dai medici di famiglia. Prassi che consentirebbe di avere un minor intasamento del pronto soccorso. L’orientamento attuale del sistema sanitario nazionale ha optato per un cambiamento culturale nei medici di famiglia verso un sistema di gruppo e di associazionismo in cui si razionalizza l’utilizzo delle risorse, che crea vantaggi nel miglioramento della qualità del servizio erogato agli utenti e utilizza flussi informativi in rete.

Così dal primo marzo 2008 nove medici di medicina generale: la dottoressa Maria Teresa Agazzi, il dottor Francesco Benaglia, il dottor Massimo Comunale, il dottor Gilberto Furlani, il dottor Ugo Gaiani, il dottor Paolo Germani, la dottoressa Olga Massari, il dottor Davide Mortara, il dottor Mario Mozzali più la pediatra dottoressa Rossella Benatti, si sono associati in Medicina di Gruppo con lo scopo di migliorare il livello qualitativo dell'assistenza. I nuovi progetti del Ministro della Sanità parlano di una medicina accessibile, facilmente fruibile e visibile che abbia la stessa autorevolezza dell’ospedale e che riduca i tempi di attesa. Il ruolo del medico di famiglia entra in questi nuovi orientamenti come elemento attivo di un sistema più coordinato e integrato.

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