Gazzetta di Reggio

Reggio

«Il Villaggio Crostolo è al collasso»

di Chiara Cabassa
«Il Villaggio Crostolo è al collasso»

La denuncia di Giorgio Ferrarini, presidente del Consorzio: «Le strade sono dissestate e pericolose, il Comune intervenga»

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REGGIO EMILIA. «Il Villaggio Crostolo? E’ al collasso. Le strade sono dissestate e pericolose». Giorgio Ferrarini, presidente del Consorzio Villaggio industriale Crostolo, che comprende 75 aziende e 7 privati, carte alla mano presenta il conto della spesa al Comune. «Abbiamo fatto dei sopralluoghi con l’assessore Mirko Tutino e con il dirigente ai parcheggi e alla mobilità Alessandro Meggiato - spiega - ma da un anno a questa parte non abbiamo avuto risposte esaurienti». Ma qual è il vero problema del Villaggio Crostolo? «I problemi sono più di uno, ma essenzialmente i punti sono due. Da un lato la manutenzione dell’asfalto, dall’altro la necessità che le strade del Villaggio Crostolo non siano più considerate ad alto scorrimento».

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Per quanto riguarda la manutenzione, Ferrarini conferma che «il Comune ha asfaltato due volte via Colletta e dintorni, ma questo è un villaggio industriale, passano 3mila automezzi al giorno e il 60% del traffico è rappresentato da mezzi pesanti. E’ chiaro che la manutenzione delle strade deve essere calibrata in base al traffico. Senza dimenticare che si tratta di una zona soggetta ad allagamenti. Mi chiamano i consorziati e hanno paura... in certe ore di punta, e non solo, è come se ci fosse un terremoto. I muri vibrano e il pericolo è reale».

Quanto all’alto scorrimento, il presidente del Consorzio avanza più di una lamentela: «Dopo che hanno chiuso Sesso e via Rinaldi, a Cavazzoli, tutti attraversano il Villaggio Crostolo come fosse una via di passaggio, e a testimoniarlo ci sono le indicazioni per Mantova, Guastalla, Sesso. Questo deve finire: in via Colletta devono passare solamente i mezzi diretti alle aziende del villaggio industriale. Questo innanzitutto per una questione di sicurezza.

Percorrendo via Colletta, sono le ore 16 di una giornata lavorativa, ciò che davvero salta agli occhi è un vero e proprio “intasamento” di mezzi pesanti che rappresentano la quasi totalità dei mezzi incontrati. Auto pochissime. Biciclette e pedoni assenti. Quanto alle buche, gli avvallamenti non mancano ma le voragini sono evidentemente state “pezzate” dagli ultimi lavori di manutenzione. E’ invece del 27 luglio scorso una richiesta formale inviata da Giorgio Ferrarini al Comune nella quale si richiede un’attività di monitoraggio e controllo ed esecuzione dei lavori pubblici per contenere il rischio di frana, e per prevenire situazioni di dissesto pericolose sia per la popolazione che per le infrastrutture”.

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