L’uomo e il ritorno del lupo «La convivenza è possibile»
Ligonchio, incontro in Regione sulla gestione della fauna selvatica in Appennino Giovanelli (Parco): indennizzi per i danni ma anche giuste informazioni alla gente
LIGONCHIO. «Il Wolf Appennine Center si conferma un’eccellenza regionale e nazionale per la gestione del conflitto uomo-lupo: questo per noi è molto importante perché non possiamo nasconderci che una presenza aumentata della specie sta creando alcuni problemi, anche se riteniamo che non ci siano rischi allo stato attuale per le persone». Sono parole del presidente del parco nazionale, Fausto Giovanelli, a margine di un’iniziativa che a Bologna, nella sede della Regione, ha investito il Wac del parco tosco emiliano del ruolo di riferimento per la gestione dei problemi e dei conflitti legati alla presenza di questa specie.
Sono state presentate le ultime iniziative volute dalla Regione in collaborazione con il Parco per promuovere una corretta gestione della fauna selvatica. «Siamo di fronte a progetti che rappresentano una buona pratica che vogliamo sostenere e proporre come modello sul territorio – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli – contrastare e contenere i danni che la fauna selvatica provoca innanzi tutto al mondo agricolo è possibile, ma per farlo occorre da un lato lavorare sulla prevenzione e l’informazione, dall’altro rafforzare l’azione coordinata sul territorio. E’quello che come Regione siamo impegnati a fare».
L’iniziativa ha visto partecipare anche il sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Bologna, Virginio Merola. Convivere con il lupo è possibile, ma per farlo occorre promuovere buone pratiche, sgomberare il campo da pregiudizi, informare la popolazione: sono stati questi i messaggi emersi e sono anche gli obiettivi della nuova collaborazione tra la Regione e il Wolf Apennine Center. La struttura sarà impegnata per gestire in tutta la regione la mitigazione dei conflitti uomo-lupo e in generale con i diversi portatori di interesse; la soluzione delle problematiche di tipo sanitario; il monitoraggio della popolazione anche attraverso un sistema di rilevazione satellitare; le campagne di informazione e sensibilizzazione. Ci sono anche finanziamenti a disposizioni per gli allevatori: l’installazione di recinti anti-lupo ad esempio viene finanziata al 100%. «Il ritorno del lupo su tutto l'Appennino – spiega il presidente Giovanelli – rappresenta sicuramente una ricchezza e un valore per l'ambiente e la biodiversità. Trattandosi di reinsediamento diffuso dal crinale alla prima collina, rappresenta anche un problema, con aspetti nuovi per la convivenza con gli insediamenti umani oltre che con alcune attività economiche, con le quali vanno gestiti con impegno i conflitti attuali e potenziali, con misure di prevenzione efficaci e con reale e rapida azione di indennizzo, quale quella che il Parco può garantire all'interno del proprio perimetro. Il Parco – conclude il presidente – è lieto di poter mettere a disposizione le conoscenze, l'esperienza e le validissime competenze maturate negli anni e dal 2012 sviluppate e aggiornate col Wolf Apennine Center, istituito presso il Servizio conservazione della natura e delle risorse agro-zootecniche. Siamo orgogliosi di poter mettere questo patrimonio di impegno e risorse umane a disposizione della intera Regione Emilia Romagna nel realizzare sempre più rigorose ed efficaci politiche di gestione della fauna selvatica e supportare le nuove crescenti problematiche».
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