Morto a 89 anni il mister Giovanni Campari
Salvò la Reggiana dalla retrocessione nel 1974 e allenò la nazionale cubana, lunedì i funerali
REGGIO EMILIA. Nel giorno in cui Reggio ha salutato un grande uomo di sport come Stefano Caroni, è arrivata la notizia della morte di un altro storico allenatore. Ieri è infatti mancato all’età di 89 anni Giovanni Campari, che ha legato il suo nome alla Reggiana, la nazionale di Cuba e tante altre squadre e ha sempre unito la passione per il calcio con l’impegno civile e culturale.
Le esequie di Campari si terranno lunedì alle 15 presso nella chiesa di San Giacomo, in via Roma a Reggio.
Nato nel 1927, dopo una breve carriera nel ruolo di portiere Giovanni Campari allena diverse squadre di serie D e contemporaneamente contribuisce alle attività dell’Uisp reggiano, collaborando con personaggi come Ciro Iori, Guido Gollini e Oddone Giovannetti. Il “torneo delle aziende” di calcio ne rimane un esempio importante.
Dall’inizio degli anni ’60 ricopre il ruolo di responsabile del settore giovanile della Reggiana, dove rimane per 12 anni. In quel periodo, insieme a tanti calciatori “di categoria” che calcheranno i campi di serie B e C, dalla formazione Primavera escono alcuni giocatori che, oltre a vestire la maglia granata, calcheranno i campi della serie A; tra questi Piergiorgio Negrisolo (Sampdoria, Roma, Verona, Pescara), Roberto Mozzini (campione d'Italia col Torino e con l'Inter), Claudio Testoni (Genoa e Brescia), Francesco Romano (Milan, Torino, campione d’Italia con il Napoli), Lorenzo Mossini (Como) e Alessandro Bertoni (Pisa, Fiorentina, Avellino e Lazio).
Nel campionato di serie B 1973-1974 gli viene affidata la prima squadra, quella di Boranga, Zandoli e Passalacqua, e dalla zona retrocessione la conduce alla salvezza conquistata all’ultima giornata con un 2-2 in casa dell’Arezzo.
L’anno successivo accetta la chiamata del Ravenna dove rimane per tre anni, facendo debuttare diciassettenne Andrea Mandorlini, che in seguito vestirà le maglie di Torino, Atalanta, Inter e Udinese prima di diventare un allenatore.
Col campionato 1977-78 inizia la sua esperienza nel Sud Italia: allena Melfi, Fasano, Bisceglie, Trani e Andria. Sempre attento a far crescere giovani talenti, a Fasano Campari scopre Vito Curlo, che arriverà alla serie A con il Bari.
Tra i primi allenatori italiani a valicare i confini nazionali, dal 1989 viene invitato periodicamente a Cuba per tenere dei seminari agli allenatori locali; la collaborazione con la Federazione calcio cubana diventa sempre più stretta, finché nel 1990 Campari riceve l’incarico di direttore tecnico di tutte le rappresentative nazionali, succedendo a diversi allenatori ungheresi e cecoslovacchi.
Nel 1991 Cuba ospita i giochi panamericani e nel calcio ottiene la medaglia di bronzo dietro Stati Uniti e Messico. Subito dopo Campari guida la rappresentativa Under 21 ai Mondiali di calcio giovanili in Italia.
Negli anni seguenti, nonostante la drammatica situazione economica dell’isola, Cuba tenta la qualificazione a Francia '98 e giocando numerosi tornei nel continente americano diventa la “best mover” nel ranking Fifa, scalando 125 posizioni. Nel 1996 Campari termina l’avventura cubana e parte per il Senegal, dove guida la rappresentativa regionale di Thies.
La sua scomparsa è avvenuta proprio nella giornata in cui la nazionale cubana di calcio ha incontrato di nuovo gli Stati Uniti.
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