«Minacce per la mozione sui profughi»
Il consigliere Pd De Lucia, primo firmatario del documento per adottare i richiedenti asilo: «Ho ricevuto messaggi di morte»
REGGIO EMILIA. «Mi stanno arrivando a più riprese messaggi di violenza e morte». È quanto scrive sul suo profilo Facebook il consigliere comunale Pd, Dario De Lucia, primo firmatario della mozione che approda domani in sala Tricolore per creare un bando rivolto alle famiglie disponibili ad accogliere e ospitare nella propria casa i richiedenti asilo e i rifugiati, a fronte di un rimborso spese di 350 euro mensili.
«Ho depositato una mozione in Comune – scrive De Lucia su Facebook – con dei colleghi consiglieri del Pd per creare un bando pubblico per offrire ospitalità e integrazione in famiglie reggiane dei richiedenti asilo, persone che fuggono da guerra e miseria. Iniziativa già realizzata a Milano con successo, migliora l’integrazione tra le persone ma offre anche la possibilità di risparmiare e quindi liberare risorse da investire sui richiedenti asilo. Per questo mi stanno arrivando a più riprese messaggi di violenza e morte. Lo dico ai fascisti e populisti arroganti con la più assoluta fermezza, voi e il vostro odio sociale non mi fate paura».
Al consigliere Pd, oltre ad insulti apparsi sempre in rete, sarebbero arrivati anche alcuni messaggi privati con toni intimidatori. Ma De Lucia fa sapere di non avere alcuna intenzione di presentare denuncia. «Non ho mai denunciato e mai denuncerò nessuno per questioni politiche – spiega – bisogna parlare con le persone, non denunciarle. Spero che tanti reggiani verranno in consiglio quando verrà discussa la mozione. Perchè penso che il dialogo e l’integrazione debbano vincere sul razzismo e sull’odio».
La mozione, sul modello di quanto realizzato nel Comune di Milano, ha tra i firmatari anche i consiglieri Lanfranco De Franco, Christian Vergalli, Angelo Cigarini e Giorgio Campioli. Il progetto prevede per le famiglie interessate un corso di formazione, un colloquio con uno psicologo e un rimborso di 350 euro mensili per la durata di sei mesi, prorogabili. Il bando richiede inoltre che l’alloggio sia nel territorio comunale, sia idoneo a essere utilizzato come abitazione e che all’ospite sia messa a disposizione in maniera esclusiva una camera da letto, un minimo di arredo e garantito l’uso dei servizi igienici. Sulla base dei conti economici dell’esperienza di Milano, i consiglieri Pd sostengono che si tratterebbe anche di una soluzione economica vantaggiosa «che consentirebbe di spendere per sei mesi 42mila euro a fronte dei 128mila spesi per l’ospitalità nei centri finanziati dal ministero». E da ultimo sottolineano «che tale iniziativa sarebbe anche un pieno supporto alla tutela dei diritti e della dignità dei migranti». Una mozione su cui domani si annunciano battaglie tra i banchi del consiglio.
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