Brescello, una nuova scritta contro i commissari
Sull’asfalto davanti al municipio del paese di Peppone e Don Camillo un altro messaggio 24 ore dopo il primo. I carabinieri al lavoro nel massimo riserbo
BRESCELLO. Questa volta si è ispirato a Dante Alighieri l’anonimo imbrattatore che a sole 24 ore di distanza è tornato a colpire davanti al municipio, proprio nello stesso punto in cui - nella notte tra giovedì e venerdì – aveva fatto trovare la sua prima “opera”.
Dopo «Prefetti perfetti svegliatevi», la nuova scritta recita «Lasciate ogni speranza a voi che entrate». Un chiaro riferimento all’Inferno di Dante - seppur con un piccolo errore - che, contestualizzato nel paese commissariato per mafia, sembra suonare come una nuova frecciata nei confronti di chi amministra il Comune, ossia i commissari prefettizi.
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Qualcuno lo ha letto come un: «Lasciate perdere, perchè qui dentro non vi ascoltano». Difficile ancora dire con esattezza se si tratti di una minaccia, o di uno sprone. Certo è che i modi non sono quelli più consoni, in quanto per la seconda volta in poche ore si è reso necessario l’intervento degli operai del Comune per ripulire l’asfalto. E dei carabinieri che stanno indagando sull’episodio.
Pressochè certo che si tratti della stessa persona: ancora una volta si tratta di spray rosso, e la mano sembra essere proprio la stessa.
Anche ieri mattina, sono stati alcuni impiegati a segnalare della nuova scritta, intorno all’orario di riapertura degli uffici. Facile ipotizzare che l’imbrattamento – avvenuto esattamente di fianco a quello precedente, poi coperto dalla sabbia dagli operai – sia stato realizzato nel corso della notte, quando il responsabile ha potuto agire con molte meno probabilità di essere notato. Davanti alla sede municipale sono così arrivati i carabinieri, coordinati dal maresciallo Antonio Orfei, impegnati ora nel risalire al responsabile.
Proprio con questo obiettivo, la polizia municipale ha messo a disposizione degli investigatori i filmati registrati dalla telecamera di videosorveglianza che si affaccia sul versante di piazza Matteotti nel quale si trova la chiesa. Non è detto che l’imbrattatore possa essere riconosciuto, ma potrebbero essere stati registrati movimenti sospetti avvenuti nelle due notti in questione.
Di certo, i carabinieri stanno lavorando in maniera serrata per arrivare al più presto a un nome e nel massimo riserbo. Ma la sensazione è che gli investigatori abbiano già un’idea circa la direzione da seguire.
Le bocche sono cucite, però. La riservatezza è tanta. Nemmeno dalla prefettura vogliono commentare quanto sta accadendo. «Aspettiamo che gli investigatori facciano il proprio lavoro» rispondono da Reggio Emilia.
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