Gazzetta di Reggio

Reggio

A breve uscirà il rapporto su Aemilia

REGGIO EMILIA. E’ in preparazione, e uscirà entro la fine dell’anno, un rapporto dell’esperto di criminalità Enzo Ciconte focalizzato su Aemilia, per cercare di capire le ragioni di quanto...

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. E’ in preparazione, e uscirà entro la fine dell’anno, un rapporto dell’esperto di criminalità Enzo Ciconte focalizzato su Aemilia, per cercare di capire le ragioni di quanto scoperchiato dalla maxi operazione contro la ’ndrangheta del 29 gennaio 2015 e per sottolineare come è cambiata la ’ndrangheta nostrana rispetto al passato.

Era il lontano 1998 quando lo studioso calabrese Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalità organizzata all’Università di Roma Tre e di Storia delle mafie italiane a Pavia, pubblicava il libro “Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna”. Quella prima fotografia è stata seguita da altre tre pubblicazioni, l’ultima delle quali è datata 2012 e si intitolava “I raggruppamenti mafiosi in Emilia Romagna”, un progetto finanziato dal Comune di Reggio Emilia e dalla Regione e scaricabile sul sito ww.reggiocontrolemafie.it. Rapporto in cui naturalmente si parlava già del clan Grande Aracri al centro dell’inchiesta odierna e da cui emergeva che la cosca si era installata in modo prepotente in provincia di Reggio Emilia, esercitando una forte pressione sul mondo dell’economia.

Da allora nella nostra regione molto è cambiato, soprattutto dal punto di vista economico, e lo spartiacque è senza dubbio costituito dai 117 arresti della prima maxi-inchiesta della Dda sulle cosche ’ndranghetiste insediate in Emilia, che hanno mantenuto un rapporto diretto con la Calabria ma che godono, secondo gli inquirenti, di una certa autonomia operativa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google