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Al setaccio le immagini delle telecamere

Al setaccio le immagini delle telecamere

Il terzo giorno nessuna traccia di nuove scritte, ma il lavoro degli investigatori va avanti per identificare l’imbrattatore

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BRESCELLO. Per il momento, l’unica certezza è che ieri mattina nessuna nuova scritta anonima è stata segnalata ai carabinieri. Dopo i due episodi dei giorni precedenti, sono finiti i blitz dell’anonimo imbrattatore?

La domanda, per ora, resta senza risposta. Così come non ci sono certezze sulla sua identità.

Il lavoro degli investigatori – stanno operando i carabinieri della stazione di Brescello in collaborazione con il Nucleo operativo della compagnia di Guastalla – va avanti. Sotto la lente, le immagini delle telecamere di videosorveglianza del paese. Non solo quelle direttamente installate sul palazzo municipale.

Per ora, non risulta che le telecamere siano riuscite a immortalare dettagli utili. Ma gli investigatori sono abbottonatissimi. Trincerati dietro il lavoro di indagine che stanno svolgendo. Stessa linea in Prefettura, dove non vogliono rilasciare dichiarazioni per rispettare il lavoro degli investigatori.

A parlare sono i brescellesi. Supposizioni e ipotesi, le loro, circa le due scritte fatte trovare all’alba di venerdì e sabato sull’asfalto davanti al portone del municipio, dove da sei mesi di casa ci sono i commissari, dopo la decisione del governo di sciogliere il Comune sulle rive del Po per mafia. Sei mesi non facili, specialmente dal punto di vista emotivo per la comunità della Bassa, chiamata a fare i conti con una diagnosi che in molti, ancora oggi, respingono e non sentono propria.

Mentre la politica per il momento è cristallizzata, e le idee girano sui social network. E sulle varie pagine fiorite su Facebook dal commissariamento in poi.

Anche qui la notizia delle scritte fa discutere. Prende posizione l’ex consigliere d’opposizione Luciano Conforti: «Che sistema infantile... Chi ha fatto questa scritta, se ritiene che qualcosa non va, è sufficiente prendere appuntamento con i commissari ed esporre i propri pensieri, è così semplice... Io l'ho fatto».

Interviene sui social anche l’ex segretario comunale del Pd, Saverio Bonini: «Già, anche perché con queste cose si peggiora solo la situazione... E’ con il dialogo che si costruisce qualcosa, non con le scritte su muri e pavimenti».

L’interpretazione prevalente in paese sulle due scritte – la prima “Prefetti perfetti svegliatevi”, la seconda “Lasciate ogni speranza o voi che entrate” – sembra essere questa: la gente pensa che l’imbrattatore abbia voluto criticare i commissari e sia del posto. Gli occhi sono puntati quindi su qualche brescellese. Ma al momento i carabinieri non escludono alcuna pista.

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