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Caso voucher, Bedogni lascia

Cavriago: dimissioni dalla segreteria Pd in contrasto con chi critica la giunta

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CAVRIAGO. Sembra essere destinata a non fermarsi la frattura apertasi sul caso voucher in casa del Pd di Cavriago. Dopo la presa di posizione di tre esponenti del circolo locale contro la decisione della giunta Burani di utilizzare il contestato metodo di impiego per coprire le necessità dell’Ufficio tributi, ora una delle componenti del circolo, Francesca Bedogni, comunica di aver lasciato la segreteria.

«In qualità di membro della segreteria del circolo Pd di Cavriago, apprendo con disappunto dai giornali che i miei colleghi di segreteria hanno ritenuto di prendere una posizione pubblica, peraltro sulla quale non concordo, rispetto alla discussione svoltasi giovedì sera durante il consiglio comunale di Cavriago sulla delibera “Attivazione voucher lavoro accessorio, lavoro occasionale per Ufficio Tributi” - si legge in una nota - La mia contrarietà nasce dal fatto che di tale intenzione la sottoscritta non è stata informata oltre che dal fatto che essa non è frutto di un confronto collegiale, ma si tratta di una posizione personale. Ritengo che questo atto faccia venir meno il patto di unità su cui era basata la nostra segreteria e pertanto comunico che ho presentato le mie dimissioni».

Un documento che trova la firma anche di altri iscritti ed elettori del circolo - 12 in tutto - e sollecita «al più presto un confronto in assemblea degli iscritti e degli elettori per fare chiarezza sulle posizioni espresse pubblicamente da Stefania Salsi, Andrea Bonacini e Fabrizio Benati sull’operato dell’amministrazione».

Intanto, interviene Alessandro Fontanesi segretario provinciale del Partito Comunista Italiano. «Il Pd che sconfessa un suo sindaco che paga i dipendenti con i voucher, è come il bue che dice cornuto all'asino - scrive - La riforma del lavoro Poletti che legalizza il lavoro nero attraverso il pagamento con i voucher in tabaccheria (e non tutte le tabaccherie lo fanno), si è forse votata da sola o l'ha votata il Pd? Poletti è o non è un ministro del Pd, con un passato da presidente nelle coop rosse? O è piovuto dal cielo anche questo, insieme a tutte le pseudo riforme votate dal Pd, come la Fornero?»

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