«Ecco come proteggere i cittadini»
Mussini sul reggiano fuggito all’estero per paura di ritorsioni
REGGIO EMILIA. «Un episodio sintomatico di come il cittadino che vive o incappa in situazioni di illegalità si senta indifeso e non protetto dalle istituzioni. Bisogna lavorare per costruire una cultura della legalità che in Italia è storicamente carente, a dir poco, ma che è decisiva per contrastare il crimine in tutte le sue gradazioni e sanare il nostro tessuto economico e sociale. E per questo ci vogliono subito atti concreti». Commenta così la senatrice Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo Misto, i fatti emersi dall'ultima udienza del processo Aemilia in tribunale a Reggio che vedono un reggiano rifugiatosi all’estero rifiutare di testimoniare per la paura di ritorsioni.
Lavora infatti in questo senso il disegno di legge, presentato da Mussini e ora calendarizzato al Senato in commissione Affari Costituzionali, sui cosiddetti whistleblower, cioè coloro che segnalano illeciti sul posto di lavoro. Un provvedimento pensato per i reati di corruzione ma che la senatrice ritiene «molto importante per iniziare a diffondere la cultura del civil servant a tutti i livelli, poiché le misure deterrenti non bastano». La proposta della senatrice Mussini si congiunge a un altro ddl già approvato alla Camera rispetto al quale introduce tre misure migliorative: «Chiedo di estendere la tutela del segnalante fino alla sentenza definitiva passata in giudicato e non solo fino al primo grado come prevede il provvedimento della Camera. Propongo, inoltre, di equiparare il sostegno rivolto al lavoratore di azienda pubblica a quello di azienda privata. Infine, ho indicato già le coperture per potere istituire presso l'Anac un fondo al quale attingere per coprire le spese legali e mediche dei segnalanti, che spesso hanno bisogno anche di assistenza psicologica». «Considero questo disegno di legge - conclude Mussini - uno dei punti chiave del mio mandato. Infatti, per quanto io faccia parte della commissione Giustizia, per potere partecipare attivamente al confronto ho chiesto e ottenuto di essere assegnata come membro effettivo alla commissione Affari Costituzionali per tutta la discussione di questo provvedimento».
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