Reggiostoria, preti scomunicati e aggrediti
Presentato il numero 152 della rivista, in copertina la ricerca di Antonio Petrucci su Angelo Volpe
REGGIO EMILIA. C'è un pizzico di revisionismo nel numero 152 della rivista trimestrale “Reggiostoria”, comparso nelle edicole la settimana scorsa e presentato venerdì sera all’hotel Posta.
La copertina mette in evidenza la prima parte della ricerca condotta da Antonio Petrucci su un brutale episodio di violenza politica commesso all’indomani dell’unità d’Italia da attivisti politici della sinistra repubblicana di quell’epoca, seguace di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, veneratissimi eroi del Risorgimento. Ne fu vittima Angelo Volpe, un sacerdote sospeso a divinis per motivi politici e professore di latino e greco nel liceo reggiano. Nel 1865 divenne direttore del giornale cittadino “L’Italia Centrale” e, nella rovente campagna per le elezioni politiche che si sarebbero tenute il 22 ottobre di quell’anno, appoggiò il candidato della destra, Giovanni Fiastri, contro Giovanni Grillenzoni, candidato dell’intera sinistra. Nel giorno della votazione Volpe fu aggredito e ferito in via Palazzolo da sette o otto avversari. Si salvò soltanto grazie all’intervento di alcune donne. Per l’agguato vennero arrestati alcuni giovani iscritti al Partito d'Azione e alla Società Patriottica, che nel processo furono difesi da Francesco Crispi, il quale, dopo avere diretto dietro le quinte la spedizione dei Mille, esercitava l’avvocatura ed era amico dell’avvocato reggiano Carlo Borsiglia.
Alla presentazione della rivista prima di Petrucci sono intervenuti Davide Dazzi, presidente della Società reggiana di studi storici, Fabio Cocconcelli, direttore di Reggiostoria, e Angela Chiapponi, segretaria di redazione. Cocconcelli ha riferito su “Media memoriae 2016”, l’ottavo convegno nazionale dei cronisti delle tradizioni e dei periodici di culture e storie locali, organizzato dall’Ordine nazionale dei giornalisti, che s’è tenuto lo scorso 3 settembre a Fabriano. Reggio aveva già ospitato due volte questo appuntamento periodico promosso da Gino Badini, direttore dell’Archivio di Stato e presidente della Deputazione di storia patria, che fondò Reggiostoria nel 1978 ed è morto tre anni fa. E’ toccato poi ad Angela Chiapponi illustrare gli articoli pubblicati su quest’ultima edizione della rivista. Alessandra Fieni vi ricostruisce la scoperta di una scultura di Umberto Boccioni, “Forme essenziali di un foot-baller”, meglio conosciuta come “Il calciatore”, ad opera del critico Emilio Villa, il cui archivio è depositato nella biblioteca Antonio Panizzi. Gabriele Fabbrici racconta la vita dell'aviatore correggese Leopoldo Moggi, caduto in combattimento in Sudan nel 1940. Luciano Salsi propone per il toponimo Bismantova, sulla cui origine non esistono certezze, una nuova ipotesi confacente alla maestà e alla singolare bellezza della rupe dantesca. Maria Cristina Rattighieri Johnson presenta il suo libro “Il Santo Sepolcro vicino a casa”, dedicato alle chiese di San Girolamo di Reggio e di Stefano di Bologna. Saverio Maccagnani rievoca la singolare figura di Angelo Spadoni, il prete reggiano scomunicato e ridotto allo stato laicale nel 1949. Nicola Tirelli Prampolini traccia le vicende della famiglia Franceschini di Baiso. E’ di Graziano Siligardi l’articolo “Federico Sforza nomina cavaliere Alessandro Sacchetti, discendente di Urceo Codro”. Giuseppe Ligabue rende conto delle nuove scoperte relative al castello di Montericco. Giuliano Bagnoli riporta e spiega le colorite espressioni del dialetto guastallese sul tema della salute.
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