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Approvata la mozione "adotta profughi", tre firmatari su sei: "Noi siamo già pronti"

Approvata la mozione "adotta profughi", tre firmatari su sei: "Noi siamo già pronti"

La metà dei consiglieri comunali Pd che hanno presentato il documento si dicono disponibili a prendere in casa un rifugiato. De Lucia: "A casa mia non possono entrare solo fascisti, razzisti e leghisti"

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REGGIO EMILIA. Dario De Lucia, primo firmatario della mozione, dice ovviamente sì. E lo scrive anche su Facebook, tanto per essere chiaro sin da subito: «Una volta che il bando sarà attivo farò richiesta per ospitare a casa mia un richiedente asilo. A casa mia un rifugiato può entrare, non possono però entrare razzisti, leghisti e fascisti».

Ma la mozione “adotta profughi” è stata firmata anche da altri cinque consiglieri Pd. Nell’ordine: Lanfranco De Franco, Christian Vergalli, Federica Franceschini, Angelo Cigarini e Giorgio Campioli. Cosa faranno? Parteciperanno al bando per chiedere di ospitare un rifugiato? È quanto abbiamo chiesto ieri pomeriggio ai diretti interessati, tra una pausa e l’altra in Sala Tricolore.

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Sì, no, forse. Anche un “no comment”. Ma uno solo. È quello di Angelo Cigarini, che preferisce non rispondere alla domanda. Non è il solo in consiglio a considerarla una sorta di provocazione. Ma è l’unico che, di fronte alla richiesta della Gazzetta, decide di non uscire dalla sala del consiglio per darci una risposta, stendendo così un velo su una nostra richiesta di chiarimento.

Chi invece si mostra disponibile è Federica Franceschini: «Ospitare in casa mia un rifugiato? Tendenzialmente direi di sì, sarei disponibile. Ma non è che ogni mozione impegna chi la vota ad adeguarsi di conseguenza. Si pensi alla mozione sulle coppie di fatto. Si fornisce uno strumento in più, ma poi non è che chi vota a favore deve per forza sposare una persona dello stesso sesso».

Franceschini, tra l’altro, sulla questione profughi parte in qualche modo un po’ “avvantaggiata”. In che senso? «Abito di fianco alla Dimora d’Abramo e spesso vedo profughi. Sono sempre stati tranquilli».

Disponibile si dice anche Giorgio Campioli, a patto ovviamente di rispondere ai requisiti richiesti dal bando. «Non è problema personale. Se ci sono le condizioni, potrei anche accettare». Per Campioli, l’importante è fornire a tutti i reggiani che lo vorranno la possibilità di accogliere: «Non è mica un’imposizione». E Lanfranco De Franco? Lo vorrà? «Abito in casa dei miei genitori – risponde – anche volendo non potrei: non posso decidere chi ospitare e chi no. Sono a mia volta ospite. L’importante è che chi vuole farlo adesso potrà farlo».

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Qualche difficoltà la avrebbe anche Christian Vergalli, che ovviamente come tutti gli altri firmatari è favorevole «per principio» alla mozione: «Praticamente a causa del mio lavoro vivo in macchina – spiega – non credo di avere i requisiti. Momentaneamente non avrei nemmeno gli spazi necessari, ma spero di averli in un futuro prossimo. Al netto delle regole e dei controlli legittimi, lo farei volentieri. Ma dipende da quali saranno i requisiti».

Ma cosa succede se un profugo ospitato in una famiglia dovesse incappare in qualche piccolo incidente domestico, come una banale caduta? E a chi ci si potrà rivolgere in caso di danni agli arredi? «I profughi che rientrano nel progetto sono tutti assicurati e possiedono un tesserino sanitario – risponde ancora Dario De Lucia – Ci sarà un referente dell’ente gestore che sarà in contatto con la famiglia ospitante. In questi giorni ben 11 persone mi hanno chiesto come ospitare un richiedente asilo in casa propria, di questi 8 sono under 35. Ci tengo a ringraziare tutti per il supporto e la solidarietà di questi giorni».
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