Minacce al superiore, condannato
Due mesi all’operaio Interpump che se l’era presa con il dirigente
SANT’ILARIO. È stato condannato a due mesi - pena sospesa per la condizionale - l’operaio di Interpump accusato di minacce nei confronti di un dirigente, suo superiore. Il giudice, Cristina Beretti, ha stabilito come richiesto dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Roberto Sutich, anche che dovrà provvedere a una provvisionale risarcitoria di 5mila euro nei confronti sempre della parte offesa.
L’operaio si chiama Giovanni Cacia, ed era difeso dall'avvocato Paolo Gualdi. Nel corso di una udienza precedente, era stata la stessa parte offesa Andrea Biagi, direttore di uno degli stabilimenti Interpump, di Calerno, a raccontare in aula delle minacce. «Me lo trovai vicino una volta uscito dal self service, nei pressi dello stabilimento. Mi disse: “Biagi ce l'hai con me, la pagherai, so dove abiti”. Ma non so quali fossero le ragioni del suo astio». E ancora: «Dopo quella volta, un'altra ancora me lo trovai nei pressi della mia auto. Abbassò il finestrino, mi disse: “Ti faccio a pezzi”. Il giorno dopo, invece, mi rivolse dei gesti che erano minacce».
Ora la sentenza del giudice. Ma i guai per Cacia non sono finiti, perchè c’è un procedimento a suo carico aperto a Bologna. Sotto accusa lettere di minacce ricevute dallo stesso dirigente. Ha già ricevuto un decreto di citazione per il prossimo 14 dicembre.
Nello stesso periodo, tra l’altro, un’altra missiva indirizzata al dirigente contenente proiettili venne intercettata nell’ufficio postale di Bologna prima di arrivare a destinazione. (el.pe)
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