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«Una sola replica alla Fondazione: vergogna»

«Una sola replica alla Fondazione: vergogna»

Le tre società del Rugby Reggio rispetta la decisione del Tar, non «le accuse-offese dell’ente»

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REGGIO EMILIA. «Massimo rispetto per la decisione dei giudici del Tar di Parma: sentenza alla mano, i nostri legali valuteranno il da farsi, non escludendo sin da ora la richiesta di ulteriori valutazioni».

Ovvero, per le tre società di rugby reggiane c’è ancora “il terzo tempo” da giocare sul Mirabello e non solo con la Fondazione ma con lo stesso Comune e per questo il comunicato stampa di risposta alla Fondazione dello Sport si chiude con un appello al sindaco e assessore allo sport Luca Vecchi. Gli strali e le contumelie delle tre società firmatarie (Rugby Reggio Ads, Rugby Reggio Young e Rugby Reggio Junior), non hanno come obiettivo i giudici del tribunale amministrativo di Parma, ma la Fondazione dello sport e non vanno per il sottile, aggiungendo che «per il resto, la parola che ci viene spontanea leggendo la sequela di offese contenute nello sproloquio della Fondazione dello Sport è una sola: VERGOGNA! (tutto in maiuscolo, che nel linguaggio della rete significa urlato)».

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Poi, con un occhio al Comune, sottolineano che «il livore che emerge dalla nota della Fondazione non è degno di un’istituzione pubblica, tanto più a Reggio».

Dopo aver precisato che «Rugby Reggio non ha mai calunniato nessuno, non ha mai posto in contrapposizione tra loro le discipline sportive, né ha mai avuto risentimento verso il calcio femminile, con cui ha sempre inteso collaborare – aggiungono – Semmai è il contrario».

Poi si entra nel merito della questione: «Oggi il calcio femminile non può giocare al Mirabello a causa del cattivo stato del manto dopo i lavori di manutenzione straordinaria commissionati dalla Fondazione che ha voluto intervenire direttamente anziché affidarsi agli esperti del gestore dell’impianto. Anche questo è un danno economico per il nostro club che, come aggiudicatario della gestione del Mirabello, da quasi due mesi non può ospitare alcuna manifestazione sportiva che ne facesse richiesta».

Poi arriva l’accusa di una disparità di trattamento. «Prima di presentare ricorso al Tar, abbiamo chiesto un incontro con i vertici della Fondazione, abbiamo espresso il nostro disagio per quella che anche oggi continua ad apparirci una disparità di trattamento del rugby e del football americano rispetto ad altre discipline sportive e che sono bandite dal principale impianto sportivo pubblico della città. Se il bando per la gestione del Mirabello avesse escluso lo sport femminile, siamo sicuri che a quest’ora ci sarebbero fior fiore di interpellanze in consiglio comunale, forse addirittura in Parlamento. Ma i nostri giocatori, come quelli del football americano, valgono meno perché sono maschi?».

Poi l’ultimo affondo ai vertici della Fondazione che viene percepita dalla palla ovale reggiana non come un sostegno ma un ostacolo all’attività delle società. «Ciò che ci offende di più e che rifiutiamo in toto è la visione secondo la quale Rugby Reggio sarebbe in contrapposizione con il principio di equità tra le diverse discipline sportive. Rifiutiamo qualsiasi lezione in questo senso dalla presidenza della Fondazione il cui modo di agire non favorisce certo la collaborazione tra Istituzione e società sportive. E siamo sicuri di non essere i soli a pensarlo, anzi siamo abbastanza certi che questo pensiero sia condiviso dalla maggioranza delle realtà sportive reggiane che svolgono una funzione sociale e trovano nella Fondazione non un sostegno ma un ostacolo».

Poi la nota si chiude con un auspicio: «Che il sindaco, titolare anche della delega dello sport del Comune di Reggio smetta di assecondare involontariamente questa visione distorta delle cose e acceleri la pubblicazione del bando per la sostituzione dei membri del Consiglio di Gestione, aprendo così una nuova stagione per la Fondazione». (r.f.)

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