Gazzetta di Reggio

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Denunciato l’imbrattatore: è il calzolaio

di Andrea Vaccari
Denunciato l’imbrattatore: è il calzolaio

Erminio Bertoli, 60 anni, ha confessato e consegnato le bombolette spray. È accusato di deturpamento e diffamazione

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BRESCELLO. Il mistero si è risolto: l’imbrattatore di Brescello ha confessato ed è stato denunciato dai carabinieri per deturpamento di cose altrui e diffamazione.

Si tratta di Erminio Bertoli, 60enne calzolaio del paese, che per realizzare le scritte sull’asfalto ha utilizzato dello spray di colore rosso che viene impiegato appositamente dai calzolai. L’uomo ha ammesso spontaneamente le proprie responsabilità, contattando la caserma brescellese nel pomeriggio di lunedì. Prima, in mattinata, si era nuovamente recato in municipio e si era lasciato volontariamente sfuggire di essere l’autore degli imbrattamenti; poi, intorno alle 15, ha scelto di farsi avanti, mostrando ai carabinieri anche le bombolette utilizzate per realizzare le scritte, ora sequestrate.

I militari brescellesi, che erano sulle sue tracce, si sono recati nel suo negozio e hanno formalizzato la denuncia a suo carico, dopo aver ascoltato la sua versione: Bertoli ha spiegato di aver agito in quanto voleva essere ascoltato dai commissari. La sua aspirazione è quella di vedere convocata un’assemblea pubblica nella quale i cittadini possano sollevare le proprie questioni, dopo mesi di “limbo” nei quali il paese, secondo lui, è rimasto senza una guida di riferimento a seguito del commissariamento e dello scioglimento.

I due “blitz” di Bertoli – rispettivamente avvenuti nelle notti tra giovedi e venerdì e tra venerdì e sabato – avevano fatto molto discutere in paese: davanti al municipio erano infatti comparse le scritte «Prefetti perfetti svegliatevi» e «Lasciate ogni speranza o voi che entrate», con le classiche «A» degli anarchici.

Da subito le indagini dei  carabinieri di Brescello, coordinate dalla Procura reggiana e condotte assieme ai colleghi del nucleo operativo della Compagnia di Guastalla, hanno rivelato che dietro quelle scritte c’era la stessa mano. Bertoli rientrava ovviamente tra i possibili responsabili, in quanto già in passato aveva realizzato scritte in paese di cui gran parte dei brescellesi lo sapevano autore.

È soprattutto questo aspetto che a molti, in paese, aveva fatto sospettare che la mano fosse quella del vulcanico calzolaio. A Bertoli è stato ora affidato un legale d'ufficio (l'avvocato Danilo Giovanelli del foro di Reggio Emilia) e dovrà rispondere dei reati che gli sono stati attribuiti.

Per quanto riguarda la diffamazione, il reato si configura nel momento in cui la parte diffamata sporge querela. Dunque, occorrerà valutare se i commissari o l’ente Comune avranno intenzione di procedere o meno nei confronti del 60enne reo di avere messo in scena la protesta. Per la Procura – il fascicolo è sul tavolo della dottoressa Stefania Pigozzi – non si parla di minacce.

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