Gazzetta di Reggio

Reggio

«Il Comune unico sacrifica storia e identità locali»

di Serena Arbizzi
«Il Comune unico sacrifica storia e identità locali»

In 120 a Campegine per il dibattito del fronte del «no» Caroli: «Sant’Ilario diventerà il centro, gli altri periferie»

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CAMPEGINE. Una nuova, affollata, assemblea per ribadire, ancora una volta, il no alla fusione e al Comune unico.

L’appuntamento si è svolto lunedì sera ed è stato organizzato da “Rinascita campeginese”: oltre 120 i partecipanti accorsi all’auditorium. Presenti anche i sindaci di Sant’Ilario e Campegine, Marcello Moretti e Paolo Cervi, i quali hanno invece replicato, argomentando le ragioni del sì in vista del referendum di domenica che segnerà una data storica nel calendario di questi territori.

«Noi riteniamo che il Comune unico significhi sacrificare l’identità e la storia della comunità tramite un’imposizione – ha argomentato l’avvocato Germano Caroli, di Rinascita campeginese - I temi su cui si è scatenato il dibattito hanno ruotato sulle dimensioni di Campegine e di Gattatico i cui abitanti sono ricompresi tra i 5 e i 10mila. La scelta del Comune unico, quindi, è una scelta politica fatta sulla base di contributi che non sono sicuri, ma sono presunti. Tali contributi provengono da un fondo che tende a esaurirsi: se tanti Comuni presentassero il progetto di fusione le risorse sarebbero ridotte… Per contro, i costi invece sarebbero pesanti: occorrerebbe, infatti, in caso di unificazione, armonizzare i sistemi informatici e quelli relativi ai piani regolatori». «Non potrebbero essere ridotti i dipendenti pubblici perché è già stato dichiarato che il personale così com’è sarebbe idoneo alla gestione. Poi, sorgerebbero altri costi per eliminare le vie doppie: costi a carico dei cittadini, naturalmente. Poi, i Comuni promotori fanno vero e proprio terrorismo psicologico: infatti, spesso si sente dire che se non si farà la fusione, verranno cancellati i servizi».

«Ma io mi chiedo sempre: ci sono altri 37 Comuni in provincia che non si unificheranno: lì i servizi verranno cancellati? Questo senza contare che Campegine e Gattatico diventerebbero centri minori rispetto a Sant’Ilario, dove, nel tempo si sposterebbe, crediamo, la sede del Comune unico» ha concluso Artioli, per motivare le ragioni del no.

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