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«L’unione serve a superare le criticità»

«L’unione serve a superare le criticità»

Roberta Mori, consigliera regionale del Pd, a sostegno del sì: «Insieme si conta e il futuro è più sicuro»

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SANT’ILARIO. «La regione Emilia-Romagna ha una grande e radicata esperienza di collaborazione e associazionismo intercomunale, esperienza che con le Unioni dei Comuni ha fatto un salto di qualità nell’integrazione della programmazione e gestione dei servizi. La fusione si inserisce, dunque, in un percorso istituzionale profondamente innovativo che può rappresentare una grande opportunità per le Comunità locali, di costruzione di un orizzonte più solido a vantaggio della cittadinanza, di oggi e di domani».

Così la consigliera regionale del Pd, Roberta Mori, e presidente della Commissione Pari Opportunità, interviene nel dibattito sulla fusione, in vista del referendum del 16 ottobre.

«I Comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario d’Enza così come molti altri in Emilia-Romagna hanno accettato la sfida di un intenso percorso partecipato verso una proposta di coesione e unità d’intenti da sottoporre ai propri cittadini per affrontare, insieme e più forti, le difficoltà e i bisogni di questo periodo storico. Un impegno di razionalizzazione dei costi, di efficientamento dei servizi, di investimento in risorse umane, welfare e futuro che responsabilizza prima di tutto le istituzioni ed ogni singolo che ha a cuore lo sviluppo della propria comunità - prosegue - L’essenza del percorso intrapreso dalle Amministrazioni comunali verso la fusione è stato soprattutto un percorso di confronto e consapevolezza che ha coinvolto tanti cittadini e cittadine sulle loro necessità e sui loro diritti. Il soddisfacimento dei bisogni delle persone e l’accessibilità dei servizi ispirati ai principi di universalità ed equità sono stati il faro di una legislazione di favore che, in particolare a livello regionale, ha costruito le condizioni per il progetto su cui i cittadini potranno esprimersi con il referendum di domenica». «La fusione - evidenzia - può costituire uno strumento utile a superare alcune criticità dell’amministrazione pubblica in termini di uniformità delle procedure, maggior efficacia delle azioni amministrative, integrazione delle risorse e delle competenze, risparmio nel medio lungo periodo per investire nella qualità dei servizi alla persona. Chi governa e rappresenta i bisogni diffusi della cittadinanza deve avere lo sguardo lungo, mai nascondere le difficoltà ma condividere le opportunità da cogliere per costruire un futuro più sicuro. Il progetto di fusione ha questo senso, perché sfrutta appieno gli strumenti di favore e le risorse economiche messe a disposizione dalle leggi, perché offre la possibilità di innovare un sistema dei servizi e perché, non ultimo, pone le esigenze del territorio intercomunale in cima alle priorità degli enti decisori. Uniti si conta e si consolidano le buone pratiche».

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