Museo del Tricolore, tempi strettissimi per il restyling
Reggio Emilia: l’obiettivo è terminare i lavori entro il 7 gennaio 2017, ma mancano le autorizzazioni. Ecco il progetto del Comune
REGGIO EMILIA. Il museo del Tricolore, sacrario delle memorie giacobine e risorgimentali, sarà ampliato e arricchito con l’inclusione della mostra permanente “Novanta artisti per una bandiera”, che fu allestita nei Chiostri di San Domenico dal 17 marzo al 25 aprile 2013 dall’associazione CuraRe onlus, allo scopo di raccogliere fondi per il Mire, l’Ospedale della donna e del bambino. Gli 86 quadri che la compongono furono creati in seguito al 150esimo dell’Unità d’Italia, che era stato celebrato a Reggio con grande solennità nel 2011, quando venne in visita il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Novanta artisti di fama internazionale si ispirarono ai vari tipi di bandiere legate al sorgere dell’Unità d'Italia, da quella del 1797 a quelle dell’epopea rivoluzionaria e napoleonica, da quelle dei moti risorgimentali a quelle degli stati preunitari. Tali modelli erano stati esibiti in città nel corso delle celebrazioni del 150esimo. Gli 86 quadri ad esse ispirati sono stati esposti prima a Reggio, poi a Roma, a Torino e in altre città. Ora stanno per trovare la collocazione definitiva al piano terra di palazzo Casotti, grazie alla donazione al Comune fatta nello scorso mese di marzo dalla famiglia Storchi, imprenditrice della meccatronica e della meccanica. Il donatore aveva acquistato l’insieme dei quadri all’inizio di quest’anno per 220mila euro, somma destinata per il Mire.
Quindi ne ha fatto dono al Comune, che acquisisce «una considerevole opportunità di incremento del patrimonio artistico della città con una serie di opere di particolare significato identitario, che ben si inseriscono nella progettualità di valorizzazione del percorso storico e culturale del museo del Tricolore». Subito l’amministrazione si era posta l’obiettivo di sistemare i quadri in tale sede museale, dopo averla opportunamente allargata e riadattata, entro il 7 gennaio 2017, 220esimo anniversario del primo Tricolore adottato dalla Repubblica Cispadana nel 1797. L’intendimento rimane inalterato, ma appaiono stretti i tempi per ottenere le autorizzazioni e i pareri degli enti competenti per un intervento su un fabbricato di valore storico e architettonico.
In un primo tempo si ipotizzava un investimento privato di 150mila euro. Poi l’opera è stata inserita nel programma triennale di opere pubbliche da attuare con fondi comunali. Lo studio di fattibilità dello scorso aprile prevede di realizzare un nuovo accesso al museo da piazza Casotti, facendo in modo che il portico divenga parte integrante del museo stesso, costituendone l’ingresso. Quindi le sale espositive del piano terra saranno ampliate, coprendo il cavedio e collocando nei nuovi spazi i laboratori didattici con relativi servizi.
Il complesso del sistema museale, comprensivo delle vecchie sale esistenti nella sede municipale e nella torre del Bordello, sarà fornito di una segnaletica di comunicazione dalla zona di ingresso ai vari piani. Ci sarà anche l'installazione di apparecchiature tecnologiche di videosorveglianza. L'insieme dei lavori è dettagliato nel provvedimento firmato dall’architetto Massimo Magnani, dirigente comunale, lunedì scorso. Sono preventivate opere di fabbro e serramentista per la copertura in ferro, alluminio e vetro, di finitura per i pavimenti in resina, di tinteggi, di fornitura di arredi e di impianti. Il progetto esecutivo è stato presentato per le autorizzazioni ai Vigili del fuoco e alla Soprintendenza per i beni architettonici e del paesaggio.
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