«Profughi? Non ho spazio. A breve ci sarà il bando»
Reggio Emilia, l’assessore alla Città internazionale Serena Foracchia sulla mozione per ospitare rifugiati nelle famiglie reggiane: «È una buona occasione per discutere un nuovo sistema di accoglienza»
REGGIO EMILIA. «Non ho spazio in casa». Non accoglierà migranti. Ma è positivo il giudizio dell’assessore alla Città internazionale, Serena Foracchia, sul bando per la cosiddetta “accoglienza diffusa” dei profughi, approvato lunedì in consiglio comunale. La proposta arrivata dal Pd prevede un contributo di 350 euro alle famiglie reggiane che, su base volontaria, accetteranno di ospitare sotto il proprio tetto uno dei 1.059 migranti presenti sul territorio provinciale, rafforzando così la rete dell’accoglienza «tradizionale», gestita da cooperative e realtà del terzo settore.
Per Foracchia, «sul tema dei richiedenti asilo l’amministrazione continua con le sue politiche e a seguire il processo di integrazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo». E la mozione «è una buona occasione per discutere di un nuovo sistema di accoglienza che evolva quello in atto». Infatti, sottolinea l’assessore, «non esiste mai un sistema che si può dare per scontato: il fenomeno dei richiedenti asilo è in continua evoluzione, cambiano i numeri e cambiano la provenienze, bisogna sempre essere pronti a ripensare i modelli e questa è una buona occasione». Tuttavia, evidenzia l’esponente della giunta, «il tema dell’alloggio è solo una parte dell’accoglienza, ma c’è molto altro».
Ad esempio, l’assessore cita il caso di in una scuola primaria reggiana in cui i profughi vengono impiegati per «chiudere la strada» e rendere sicuro l’ingresso degli alunni. «È un modo per avvicinare i profughi alla nostra comunità, in un momento importante come quello educativo, affidando loro quanto di più caro, i nostri figli», spiega ancora Foracchia.
Per l’assessore, nel giro di qualche mese ci sarà l’uscita del bando: «Ci siamo dati delle scadenze interne che dobbiamo ridiscutere con il vicesindaco Sassi. Ma l’obiettivo è quello di non prendere un format già adottato nelle altre città. Questo non è possibile perchè erano tempi diversi e c’erano condizioni differenti. Noi abbiamo un sistema di attori con cui lavoriamo molto bene sull’accoglienza e con cui dobbiamo discutere di questo cambio di passo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
