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«Voglio parlare ai commissari, perché qui c’è molto da fare»

Andrea Vaccari
«Voglio parlare ai commissari, perché qui c’è molto da fare»

Brescello: l’intervista al calzolaio Erminio Bertoli, il 61enne denunciato per le scritte tracciate davanti al municipio del paese di Peppone e Don Camillo

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BRESCELLO. «Il mio obiettivo era quello di portare i commissari a indire un incontro pubblico con i cittadini, per sentire il loro punto di vista».

Spiega così le ragioni del suo gesto, Erminio Bertoli, il calzolaio brescellese che ha ammesso di essere l'autore delle scritte realizzate sulla strada davanti all'ingresso del municipio. Bertoli, 61 anni a novembre, è uno dei volti più noti del paese, in quanto negli anni ha contribuito a organizzare numerose iniziative pubbliche. Ma soprattutto a lui va riconosciuto il merito di essere stato, nel 1989, tra gli ideatori del museo di Don Camillo e Peppone, il primo grande passo che ha portato Brescello ad essere, oggi, una delle mete turistiche più battute della provincia, e non solo.

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Le iniziative a carattere turistico sono sempre state tra le sue grandi passioni, ed è anche per questo che la settimana scorsa, in piena notte, è entrato in azione. Da solo, tiene a rimarcare.

«Volevo essere ascoltato – prosegue Bertoli – in quanto ho diverse cose da portare all'attenzione dei commissari, per il bene del paese. Mi riferisco alla gestione del locale al lido Enza, abbandonato da tempo, e ad alcuni aspetti legati alla Fondazione e alla Pro loco. Dal punto di vista turistico, Brescello ha molto ancora su cui lavorare, e avrei parlato volentieri con i commissari. E' dal 18 maggio che sono in attesa di essere ricevuto; mi sono passate davanti molte persone, e allora ho deciso di esprimere così il mio malcontento. Credo sia necessario un confronto pubblico, in quanto i cittadini brescellesi hanno molto da sottoporre agli attuali governanti. Ho ricevuto anche dei complimenti e spero che questo gesto possa portare a qualcosa».

Non è la prima volta che Bertoli si rende protagonista di gesti eclatanti. Oltre che per numerose altre scritte tracciate in passato, aveva fatto parlare di sé anche nel 2012, quando in piazza a Brescello arrivò Matteo Renzi, che ricevette da lui un "caldo" benvenuto: alcune grida per contestare i progetti politici del candidato alle primarie del Pd.

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