Crollano i contratti a tempo indeterminato
Economia regionale, presentato ieri il Rapporto: un calo del 34% nel primo semestre del 2016
REGGIO EMILIA. Il 2016 sarebbe dovuto andare meglio nelle previsioni degli imprenditori, che nel 2015 hanno investito dimostrando fiducia nella ripresa. Che c’è, come dimostrano i dati del Pil, ma non è intensa come ci si poteva aspettare, complici la flessione dei mercati globali e staticità dei consumi interni: di qui la contrazione dei prestiti e, di conseguenza, degli investimenti, che fanno da contraltare a una crescita di ordinativi, fatturato e produzioni che non è ancora abbastanza robusta per evidenziare una svolta.
Del resto, anche l’export ha rallentato, aumentando nel primo semestre dell’anno solo dell’1,6%. e così anche la fiducia delle imprese vacilla: il saldo tra ottimisti e pessimisti è sempre positivo, ma in calo rispetto all’inizio dell’anno (da 19,1 punti a 14,2). Questo lo scenario disegnato dal rapporto congiunturale sull’economia regionale, sintesi dei dati raccolti da Unioncamere, Intesa Sanpaolo e Confindustria, presentato ieri in Regione.
Un quadro con luci e ombre, che, tuttavia, proietta l’Emilia-Romagna nell’empireo delle tre regioni italiane dove il Pil cresce e crescerà di più: nei prossimi tre anni si prevede un incremento dell’1,1%, al pari della Lombardia, con il Veneto fermo all’1% e il resto d’Italia mediamente sotto lo 0,7%.
Tre regioni trainano l’economia nazionale e producono il 40% del Pil italiano, con un valore pari a quello della Turchia. E pure il mercato del lavoro ha due facce: l’Istat dice che nei primi sei mesi dell’anno gli occupati sono aumentati del 2,4% (46.150 in più, concentrati nel settore dei servizi, che segna un +6,9%), l’Inps d’altro canto spiega che a gonfiare i dati sull’occupazione è sopratutto il boom dei voucher: per il periodo gennaio-luglio, il saldo tra assunzioni (-6%) e cessazioni (-7%) è positivo per 92.342 unità.
I contratti a tempo indeterminato, però, sono crollati del 34%, mentre da gennaio a luglio i voucher sono cresciuti del 35% (10.577.670 tagliandi da 10 euro venduti). Stabile il ricorso alla cassa integrazione. Nella manifattura crescono fatturato (+2%), produzione (+2,1%) e ordini (+1,5%), con andamenti che premiano soprattutto le industrie di grandi dimensioni.
Il fatturato estero aumenta del 2,9% e gli ordinativi da fuori confine del 2,2%, anche se l’export cresce con minore intensità, con cali significativi verso gli Usa e incrementi importanti nel mercato europeo.
Sul fronte del credito, mentre crescono i prestiti alle famiglie (+1%), flettono quelli alle imprese (-3,4% a luglio rispetto a luglio 2015). I finanziamenti all’industria restano più o meno stabili, mentre il credito alle costruzioni si restringe di un ulteriore 16,5%. Eppure, le condizioni di accesso al credito restano favorevoli, visto che il tasso medio praticato in Emilia-Romagna è inferiore alla media nazionale (4,40 per prestiti a medio-lungo termine contro il 4,78%).
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