«L’idea di unificazione? Calata dall’alto»
Artioli (comitato per il no): «È tutto nato dal Palazzo. Chi è contrario all’unificazione non è stupido»
CAMPEGINE. «Fusione dipinta come una congiura». Questo il commento di Mirco Zanoni, consigliere comunale di maggioranza della giunta di Paolo Cervi (eletto, come il sindaco, nella lista “Insieme per Campegine”), amministratore per più legislature e responsabile al Museo Cervi.
Ed è subito polemica con Rinascita Campeginese, il comitato per il no, che replica: «Perché no? Perché è una decisione calata dall’alto».
Scrive Zanoni sulla pagina Fb “Sei di Campegine se”: «Domenica terminerà un dibattito che ha tenuto occupata la bocca dei cittadini (forse più della testa) per mesi e mesi. Non parlo delle ragioni del no, che non condivido pressoché in niente, ma che rispetto. Mi sono sempre chiesto, piuttosto, perché una proposta seria ancorché rischiosa (direbbe qualcuno) sia stata immediatamente presa come una congiura di palazzo, un complotto ai danni dei cittadini. Mi sono sempre chiesto, davvero, se i miei concittadini credessero a tutta questa diabolica malafede, a questa spregevole macchinazione sulle loro spalle. L’animosità, il livore, la violenza e la volgarità di certe prese di posizione mi ha lasciato spesso esterrefatto… I cittadini, e i campeginesi in particolare, che sceglieranno il no domenica, spero lo facciano perché sono davvero convinti che il nostro Comune abbia prospettive migliori come è oggi. Spero che votino per le loro convinzioni maturate, e non contro qualcosa».
Rinascita Campeginese, tramite il portavoce Germano Artioli, replica a stretto giro di posta: «Abbiamo letto con interesse le riflessioni di Mirco Zanoni ed alcune delle sue domande ci stimolano una risposta. Non entriamo naturalmente nel merito della sua polemica sui toni della campagna: è naturale che per Zanoni “l’animosità, il livore, la violenza e la volgarità” provengano sempre dagli altri. Si chiede, Zanoni, come mai la proposta di fusione abbia potuto essere percepita alla stregua di una congiura di Palazzo. Forse, ci consenta, perché è partita dal Palazzo senza sentire prima i cittadini: cosa corretta, visto il tema ed il fatto che non rientrasse in alcun programma elettorale. Quindi, che i cittadini che voteranno no lo facciano per intima convinzione, non dovrebbe neppure essere messo in dubbio». Il comitato prosegue con un’ultima osservazione: «Caro Zanoni, i no sono tutti uguali. Non esistono no intelligenti se concordano con la propria posizione e no stupidi se non sono d’accordo. Una simile convinzione ci parrebbe espressione di una supponenza snobistica e di una fastidiosa arroganza tipica di chi si ritiene superiore agli altri. Il no è sempre e comunque una espressione di non condivisione di una proposta». (am.p.)
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