«Lavoriamo per tornare alla normalità»
I commissari rompono il silenzio e replicano al calzolaio: «Rispondiamo a tutti, ma non a chi parla con questi metodi»
BRESCELLO. «Questa persona è stata ricevuta dal dottor Formiglio prima di luglio. Il signore ha rappresentato alcune questioni. Poi, come commissione serenamente ragioniamo e valutiamo. Ma questo modo di esporre le cose, questi atteggiamenti e procedure che riteniamo poco ortodossi non favoriscono un percorso verso la normalità. E questa è una parola molto importante: normalità. Uno degli obiettivi fondamentali di questa commissione e il nostro lavoro quotidiano si prefiggono di riportare alla normalità questo paese. Quindi, se invece si utilizzano questo atteggiamento e questi comportamenti per dialogare, non siamo disponibili».
I commissari di Brescello, Michele Formiglio e Antonio Oriolo, rompono il silenzio. Dopo l’individuazione dell’imbrattatore seriale nel calzolaiodel paese, il 60enne Erminio Bertoli ora denunciato per deturpazione, prendono la parola e con la Gazzetta condividono una riflessione, per voce del dottor Oriolo, su ciò che è accaduto.
«Abbiamo sempre incontrato tutti i cittadini che ci hanno chiesto un incontro, in maniera sistematica. C’è anche un’impiegata che tiene conto delle richieste e di arretrati al momento ce ne sono zero, perchè abbiamo sempre ricevuto tutti. Ieri quattro incontri, oggi uno, domani due».
Sono tante le richieste dei cittadini?
«Ce ne sono diverse. E noi cerchiamo di stare molto attenti alle richieste della cittadinanza. Anche perché siamo essere umani e in quanto tali fallibili. Anche le critiche ci permettono di migliorare l’azione amministrativa intrapresa nell’interesse complessivo di Brescello. Lo ribadiamo con forza: il nostro punto focale di attenzione è fare l’interesse esclusivo della collettività».
Da qualche settimana siete rimasti in due.
«Il terzo commissario ha avuto un infortunio. Quanto prima saremo integrati. Non è un procedimento che discende da noi. Va detto anche che noi siamo dirigenti dello Stato. Non abbiamo un incarico esclusivo sul Comune di Brescello. Ognuno di noi ha un posto di funzione: significa che alcuni giorni della settimana dobbiamo prestare servizio all’ente appartenente. Formiglio è vicario in prefettura a Parma, io dirigente del Dipartimento affari territoriali del Ministero dell’Interno, a Roma. Ma ci siamo sempre. Io anche ieri ho lavorato sino alle 20, dormo in paese, oggi lavoro: sono andato sino a poco fa a controllare per la pulizia strade, verificare le buche. Domani avremo la giunta. Assicuriamo forte presenza».
Bertoli ha detto, per spiegare il suo gesto, che voleva chiedere un incontro pubblico. Cosa replicate?
«Un signore che ci chiede un incontro pubblico, se lo chiede con queste modalità, fa sì che non siamo nella normalità, e non siamo disponibili a dialogare con chi usa questi metodi. Per il resto, nel merito di quella che è stata l’attività investigativa e giudiziaria non riteniamo di dover entrare».
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