“Mappe del tempo” nell’era del digitale
Questo il tema portante del prossimo festival. L’anno scorso dal privato il 70% dei finanziamenti
REGGIO EMILIA. “Mappe del tempo - Memoria, archivi, futuro” sarà quindi il tema portante della dodicesima edizione di Fotografia Europea, curata dal comitato scientifico composto da Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini e in programma a Reggio Emilia dal 5 maggio al 9 luglio 2017.
I temi. «L’impegno – spiega il sindaco Luca Vecchi – è quello di ribadire l’ottimo successo della passata edizione attraendo a Reggio Emilia alcune grandi mostre e proseguendo nell’allargare la rete di Fotografia Europea a nuovi spazi espositivi e a nuove città. Il tema è quantomai attuale: ognuno di noi ha oggi a disposizione una mole di informazioni sempre più significativa, ma le modalità di sedimentazione delle stesse, la loro conservazione nel tempo, la capacità cognitiva di organizzazione dei dati e il loro utilizzo nella formazione di una memoria collettiva alla quale attingeranno le generazioni a venire non è scontata, né automatica. È una questione di qualità, prima ancora che di quantità di documenti, immagini in primis, a cui abbiamo accesso, nonché di contestualizzazione degli stessi in un racconto globale». Elio Grazioli, Walter Guadagnini e Diane Dufour spiegano le valenze e le sfaccettature offerte da questo tema: «Concentrarsi sugli archivi significa, per noi, interrogarsi sul ruolo che vi svolgono le immagini, e in particolare la fotografia. Ancora una volta: puro documento, registrazione, dato, o interpretazione, espressione, immaginario, trasfigurazione? E ancora una volta: passato, presente o futuro? Oggi archiviare la fotografia significa spesso archiviare dei files, dei dati immateriali, non più dei rullini o delle stampe; non abbiamo più l’album delle fotografie per archiviare i nostri ricordi, ma la cartella sul desktop, pronta magari a essere condivisa con decine di migliaia di persone».
Public call. Il primo passo per sondare a livello internazionale le possibili declinazioni del tema prescelto è il lancio della chiamata internazionale effettuato con l’obiettivo di ricercare nuovi sguardi sul tema e promuovere i talenti della scena fotografica internazional. La public call si rivolge a fotografi e curatori europei o residenti in Europa. È l’invito a presentare progetti espositivi che esplorino il tema di questa edizione in modo creativo e originale. Tutti i progetti presentati saranno valutati dal comitato scientifico del festival e quelli selezionati entreranno a far parte del circuito ufficiale della manifestazione.
L’analisi. Dall’analisi dell’impatto economico, condotta dal Centro di Ricerca Giuno dell’Università di Modena e Reggio Emilia, emerge che l’ultima edizione di Fotografia Europea è riuscita a generare sul territorio un valore complessivo stimato di oltre 2.945.539 euro, che corrisponde a più di 3 euro per ogni euro speso nell’organizzazione. L’analisi ha dimostrato che investire in cultura produce ricadute positive anche per lo sviluppo economico e che Fotografia Europea è in linea con i più importanti festival ed eventi culturali.
Pubblico-privato. Fotografia Europea – fa sapere il Comune – è sostenuta da una forte cooperazione tra pubblico e privato: nel 2016 la partecipazione dei privati ha costituito il 70,3% dei finanziamenti, in forte crescita rispetto al 56% del 2015. L’edizione 2016 ha potuto contare su 1.400 partner, tra pubblici e privati.
Il target. I risultati dell’analisi condotta dall’università sono incoraggianti e ricchi di preziose informazioni anche sul pubblico del festival: emerge innanzitutto che Fotografia Europea è un evento consolidato che attrae un target “fedele” (il 68% ha all’attivo in media almeno 5 edizioni), con un alto grado di scolarizzazione (53% laureati), soprattutto donne, impiegati, liberi professionisti, insegnanti e studenti. Il 56% dei visitatori arriva da fuori provincia, attratto da un’iniziativa che ogni anno dimostra di incontrare i favori del pubblico (89% si dichiara soddisfatto della qualità artistica e dell’accoglienza).
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