Gazzetta di Reggio

Reggio

Un’edizione nel segno dei mal di pancia

di Chiara Cabassa
Un’edizione nel segno dei mal di pancia

Il titolo deciso dopo diversi tavoli riuniti in municipio mentre Palazzo Magnani si appresta a diventare cabina di regìa

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Si è chiusa da pochi mesi l’edizione 2016 di Fotografia Europea e già sono incandescenti i motori che ci porteranno all’edizione 2017. Che si inaugurerà da copione a maggio ma della quale, con un tempismo ammirevole, conosciamo già il tema portante con annesse sfaccettature e dettagli. È inoltre già stata lanciata la public call (tradotto la chiamata internazionale che si rivolge a fotografi e curatori). E in assenza di un bilancio realisticamente imponderabile, è stato diramato un bollettino stellare per quanto riguarda le ricadute di Fotografia Europea per lo sviluppo economico di Reggio Emilia. Oltre a numeri e percentuali messi bene in evidenza nella titolazione del comunicato stampa ufficiale: «Nell’edizione 2016 – si legge – crescono i finanziamenti privati, che passano dal 56% del 2015 al 70,3%».

Restando alla titolazione, ecco il tema portante della dodicesima edizione: “Mappe del Tempo. Memoria, archivi, futuro”. Non più di quindici giorni fa, il 29 settembre, sulla Gazzetta anticipando i contenuti della prossima edizione di Fotografia Europea parlavamo di “Effetto Internet”.

Gusti a parte, constatiamo che nel titolo ufficiale non resta traccia del termine Internet. Ma non spariscono affatto, quando si scende nei dettagli, gli argomenti a cui avevamo brevemente ma chiaramente accennato. Come cambiano la documentazione e la trasmissione della memoria nell’era digitale? Cosa differenzia l’album fotografico dai ricordi da una cartella di file salvati sul desktop? Qualche mal di pancia pare avere costretto curatori, organizzatori e promotori a rimettere sul tavolo il tema scelto e, in una sorta di gioco di prestigio, cambiare tutto per non cambiare niente. Questo è.

Ma i mal di pancia legati al pacchetto Fotografia Europea sono forse anche altri. Oggi dal Comune viene sottolineata la forte cooperazione pubblico-privato che contraddistingue la manifestazione con una partecipazione di sponsor privati in continua crescita.

Senza andare troppo indietro nel tempo, sulla Gazzetta del 18 maggio scorso il sindaco Luca Vecchi parlava di “sistema Palazzo Magnani” sottolineando il ruolo fondamentale che avrebbe assunto la Fondazione con la responsabilità piena dell’organizzazione di ogni evento nel campo delle arti visive, a cominciare proprio dal Festival della Fotografia Europea. Alla Fondazione Palazzo Magnani – parole del sindaco – sarebbe spettata in pratica l’ideazione delle future edizioni del Festival, dall’individuazione del tema e degli artisti fino alla scelta dei luoghi da coinvolgere. Nulla era stato in realtà detto dell’equilibrio tra pubblico-privato. Non una parola spesa su sponsor e partecipazioni.

Ma se Palazzo Magnani è destinato, come sembra, a diventare una sorta di cabina di regìa per le proposte culturali di Reggio in ambito espositivo, con nuove responsabilità e un notevole salto di qualità, perché qualcuno negli uffici di piazza Prampolini non dovrebbe storcere il naso?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google