Unità cinofile da salvaguardare
La Regione chiede al governo che i volontari siano assunti in pianta stabile
REGGIO EMILIA. Poche scene sono più commoventi di quella del cane che, fiutando fra le macerie, salva la vita a un terremotato. Anche l'ultimo sisma dell'Italia centrale ha fatto apprezzare l'intervento delle unità cinofile formate da personale volontario che s'affianca alla Protezione civile nelle situazioni d'emergenza. Per consolidare la loro insostituibile funzione occorrebbe che le unità cinofile fossero assunte in pianta stabile nel corpo nazionale dei Vigli del fuoco. Tale è l'auspicio dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che martedì ha approvato all'unanimità una risoluzione, presentata da Sel a firma Taruffi e Torri, per togliere dalla precarietà gli addetti alle unità cinofile, ora considerati “vigili del fuoco discontinui”. La decisione spetta al Governo, nei confronti del quale la Giunta regionale si impegna a promuovere inziative per la stabilizzazione di quel personale. La consigliera del gruppo Pd Silvia Prodi ha presentato cinque emendamenti alla risoluzione, approvati con la sola astensione del gruppo del Movimento 5 Stelle. «I vigili discontinui - sottolinea Silvia Prodi - sono poche decine di persone a livello nazionale, ma con una concentrazione significativa nella nostra regione, che svolgono un ruolo fondamentale nelle operazioni di soccorso in contesti emergenziali, come i terremoti. Le attuali normative rendono inconciliabile l'attività di volontariato con una normale vita lavorativa. L'assorbimento nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rappresenterebbe una concreta soluzione per non disperdere questo tesoro di impegno, volontariato e alte competenze». (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
