Funghi, neve e rischio gelo minano l’intera stagione
Toano: dopo un inizio difficile per il settembre secco, ora il pericolo è il freddo Gli appassionati sperano in un recupero ma il meteo prevede piogge e nebbia
TOANO. Tempo di funghi e di neve, quasi nelle stesse “ore”. Suona beffardo questo inizio di autunno per le migliaia di appassionati fungaioli che giornalmente animano la montagna reggiana ed il confinante versante toscano.
Dopo un agosto caldissimo, un settembre secco, privo di piogge, finalmente a ottobre è arrivata la giusta combinazione climatica, con precipitazioni, poco vento e un discreto caldo a seguire le piogge: un giusto mix climatico-ambientale ed i funghi finalmente hanno iniziato a crescere a buon ritmo, soprattutto nella parte più alta del Crinale.
La scorsa settimana tanti appassionati hanno iniziato ad accumulare le prime trovate “serie”, con diversi chili di “edulis,”porcini freschi e sani, sopra quota mille metri. Chi in Toscana, nell'area di Sillano in Garfagnana, dove da sempre i reggiani sono di casa; chi nel lato opposto, a Ligonchio, chi a Civago, Febbio e, in minor quantità, verso Cerreto.
Spiccano le “imprese” di due abitanti di Toano, Giuseppe Lombardi di Corneto e Andrea Ferrari di Cavola. Che hanno rimediato dei bellissimi porcini attorno al chilo e mezzo di peso dopo un’escursione in terra toscana. Sembrava quindi finalmente il momento buono per il turismo montanaro, dopo un settembre in cui le classiche feste del fungo sono state rinviate o annullate per carenza di materia prima: piuttosto che ricorrere a funghi importati, gli organizzatori avevano infatti preferito rinviare sino all'arrivo dei funghi nostrani. Adesso i porcini ci sono, e abbondanti, con la gioia dei cercatori ma anche degli operatori: se la voce si sparge, ogni fine settimana migliaia di persone affolleranno il crinale, riempiranno i bar e mangeranno nei ristoranti, con benefici impatti per gli imprenditori turistici. Il problema? Il brutto tempo sta giungendo veloce, con temperature sempre più basse. A metà settimana la neve ha lambito quota mille, proprio in un giorno in cui tanti cercatori erano nei boschi e si sono trovati costretti a fare marcia indietro per “fuggire” dalla coltre bianca. Più che la neve, comunque fugace, quello che spaventa è la discesa del termometro: se il freddo continuerà a dominare, le spore sono destinate a morire alla svelta troncando la produzione dei pregiatissimi frutti del sottobosco. Anche essicare i funghi già trovati è diventato un problema, e molti hanno dovuto ricorrere a forni e strumenti ad hoc, rinunciando alla semplice esposizione all'aria aperta. Le previsioni per la prossima settimana lasciano discrete speranze agli operatori, con piogge e nebbia ma temperature stabili. E quindi si profila un'ultima ondata di assalto a boschi e pratini, per fare incetta dei porcini in tempo utile e gustarsi le ore più belle di questa appassionante ricerca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
