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Reggio Emilia, scatta la rivoluzione nel porta a porta

di Roberto Fontanili
Reggio Emilia, scatta la rivoluzione nel porta a porta

Presentato il progetto che vuole portare il 70% dei cittadini reggiani alla raccolta differenziata entro il 2018

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REGGIO EMILIA. L’obiettivo è semplificare e portare il 70% dei cittadini reggiani alla raccolta differenziata porta a porta entro il 2018 e abbattere il 40% dei rifiuti che non vengono differenziati. Ma se il traguardo resta immutato, nel frattempo, il percorso si è ammorbidito e modificato per essere economicamente sostenibile per i cittadini. Una delle ragioni, se non la principale di questo cambio di direzione è proprio dovuta all’esperienza maturata in questi anni che ha confermato che il rapporto tra la resa dei materiali recuperati e il costo del servizio porta a porta (che prevede più uomini e mezzi) economicamente non tiene.

«O che tiene meglio con il modello proposto», ha sottolineato l’assessore Mirko Tutino. A meno di andare verso ulteriori aumenti della tariffa rifiuti che l’attuale situazione economica non rende praticabile. Lo sanno bene i sindaci che già negli anni scorsi hanno ridotto alcuni servizi di raccolta come nel caso del “Giro verde”. Quella di contenere i costi è anche la ragione principale della riduzione delle tipologie di rifiuti che saranno raccolti a domicilio. Da sei che dovevano essere all’inizio per equiparare tutta la città al foreso, diventano tre (umido, secco e verde) nell’area urbana e a due (secco e umido) nel centro storico.

Una conferma ulteriore che sono stati rifatti i conti è proprio la scelta di rimettere la raccolta del vetro nelle campane stradali dappertutto, forese compreso. Resta ancora irrisolto il nodo dell’introduzione della tariffa puntuale che dovrebbe premiare i cittadini più virtuosi. Un obiettivo ha detto l’assessore Tutino «che fino a quando il sistema non sarà a regime per tutte le famiglie e tutta la città è irrealizzabile». Ovvero non prima del 2019. E questo nonostante molti cittadini chiedano l’introduzione di incentivi per alleggerire la bolletta.

Come hanno fatto i comuni di Rubiera e Cadelbosco Sopra per quanto riguarda il conferimento dei rifiuti in discarica. Un esperimento che a detta dei due sindaci sta dando buoni risultati e che potrebbe essere applicato anche a Reggio unendo tutela ambientale a un risparmio reale. Un primo passo avanti con il nuovo modello di raccolta è stato fatto, con l’adozione di nuovi contenitori per la raccolta differenziata del secco dotati di un trasponder che consentirà una misurazione puntuale.

Il modello “Tricolore” presentato dall’assessore all’Ambiente Mirko Tutino, da Luigi Zoni e Federica Grassi di Iren, prevede per i 62.500 abitanti del forese la raccolta domiciliare di secco, umido, carta, plastica e verde e la raccolta nei cassonetti stradali di vetro e barattoli; per i 100mila abitanti dell'area urbana la raccolta domiciliare di secco, umido e verde e la raccolta stradale per carta, plastica e vetro; per i 10mila abitanti del centro storico la raccolta domiciliare per secco e umido e quella con cassonetti per carta, plastica e vetro.

L’obiettivo del progetto è quella di arrivare a una produzione per abitanti di 145 kg di secco, 83 kg di organico, 45 kg di vetro e barattoli, 48 kg di carta e 35 kg di plastica, abbattendo il 40% di rifiuto che non viene differenziato.

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