«Attenti alle spese che vi addebitano»
Aumenti di 25 euro, Federconsumatori mette in guardia gli oltre 300mila reggiani dai “balzelli” e da sgradite sorprese
REGGIO EMILIA. Occhio alle spese che vi vengono addebitate per la tenuta del conto corrente e, se lo avete acceso, per il mutuo a tasso variabile. C’è il rischio che qualche istituto di credito faccia talvolta il furbetto. È l’allarme lanciato ieri dalla Federconsumatori ai reggiani (si stima siano 300 mila) che hanno questi tipi di rapporto con le banche che aprono sportelli nel territorio provinciale.
CONTI CORRENTI. Il sistema bancario italiano è quello che ha i costi più alti in Europa e se ciò non bastasse ecco che ora si affaccia un nuovo balzello. Si tratta di 25 euro che vengono richiesti attraverso una lettera (come ha fatto ad esempio il San Geminiano e San Prospero) o tramite internet. La motivazione che viene data è quella di far fronte agli oneri imposti dal fondo Atlante chiamato al salvataggio delle quattro banche in difficoltà (Etruria, Marche, Ferrara, Chieti) e per altre analoghe emergenze.
«Questa è una tassa non la spesa per un ulteriore servizio» hanno sottolineato il presidente Giovanni Trisolini, il vice Rino Soragni, Claudio Davoli addetto alle tematiche finanziarie e Lucia Lusenti che cura la comunicazione, che hanno affermato di aver ricevuto in proposito più di una lamentela riguardanti anche altri istituti (come Ubibanca).
Chi incappa in un simile inghippo ha tempo 60 giorni dal ricevimento dell’avviso per reclamare ed eventualmente recedere dall’accordo senza alcun onere. Federconsumatori è pronta e disponibile ad offrire delucidazioni e consigli verificando le con la puntuale verifica delle clausole dell'intesa. Siglata dal cliente con la banca. «Se aumentano i costi del vostro conto corrente – suggerisce il presidente Trisolini – cambiate banca».
MUTUI. Se sono del tipo a tasso variabile collegato all’Euribor si può ottenere qualche vantaggio dato che da qualche tempo questo è in negativo. Ma alcune banche sembrano non considerarlo e non tengono conto dello spread, per cui non diminuisce l’ammontare delle spese. La verifica però in questo caso è meno urgente dato che la prescrizione è decennale. Conviene comunque in ogni caso verificare, per capire se vengono rispettate le indicazioni della Banca d’Italia.
«In Svezia restituiscono subito, automaticamente l’eccedenza – è l’amaro commento di Soragni – mentre in Italia, a quanto pare, anche se i tassi diventano negativi la rata da pagare spesso resta la stessa».
Le raccomandazioni di Federconsumatori sono rivolte alle persone meno avvedute, a coloro che faticano a controllare il tasso applicato e capire le reali spese sostenute nel collegamento con la banca di cui si fidano ad occhi chiusi. Con il rischio di spiacevoli sorprese.
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