Gazzetta di Reggio

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Il sogno lunghissimo del sindaco Vecchi

di Roberto Fontanili
Il sogno lunghissimo del sindaco Vecchi

Camera di commercio: il primo cittadino esce allo scoperto sul tema e propone la maxi unione da Piacenza a Modena

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REGGIO EMILIA. Il sindaco di Reggio Luca Vecchi rompe il suo riserbo sui futuri assetti della Camera di Commercio e afferma che la strada per arrivare a un unico Ente camerale da Modena a Piacenza «è quella giusta».

Nell’incontro con il consiglio provinciale di Confcooperative, dove è stato chiamato a esprimere le sue valutazioni e sollecitato a impegnarsi per dare il suo contributo sulla scelta che la Camera di commercio dovrà obbligatoriamente compiere nei prossimi mesi in base alla riforma nazionale, il primo cittadino ha affermato, infatti, che «l’area vasta individuata come punto di approdo e che va da Modena a Piacenza è quella giusta».

Un giudizio arrivato davanti alla platea del consiglio provinciale di Confcooperative con il sindaco che, rispondendo a una precisa domanda del presidente, ha parlato «della necessità di uscire dalla logica del campanile per approdare a quella della cooperazione tra città», e ha aggiunto che «occorrerà capire meglio le volontà degli altri soggetti coinvolti per compiere un processo comunque ineludibile».

Un po’ come dire che gli accordi si faranno con chi ci sta. Un’affermazione che, di fatto, non sceglie e lascia aperta la porta a tutte le ipotesi sul tavolo. La prima è quella di andare intanto alla fusione tra Reggio, Parma e Piacenza, come sostiene con forza Legacoop e l’altra che invece guarda da subito anche Modena. Come fa il presidente dell’altra centrale cooperativa Caramaschi, che parlando del futuro cammino della Camera di commercio ha ricordato che le associazioni d’impresa si sono espresse in termini di area vasta, che possa vedere insieme Reggio, Piacenza, Parma e Modena.

Fatta questa premessa ha poi aggiunto: «Su questa linea riteniamo importante l’impegno e le valutazioni che il sindaco Vecchi può esprimere e può raccogliere anche in una relazione con le altre realtà territoriali interessate per valorizzare patrimoni, funzioni, ricadute dirette e indirette del lavoro camerale». Come a dire che, di fronte a un’impasse e un confronto aspro tra le associazioni di categorie, un intervento del sindaco potrebbe servire per sbloccare la partita.

Se è vero che, come sostiene il presidente della Camera di commercio Stefano Landi, ci sono ancora alcuni mesi prima di dover scegliere, è altrettanto vero che Legacoop con il proprio vice presidente Luca Bosi ha dato un ultimatum all’attuale presidente. E l’ha invitato nel giro di un mese (e son già passate due settimane) a dar seguito al documento a suo tempo approvato dalle associazioni che individuava la fusione con Parma e Piacenza. Per poi verificare con Modena, da posizioni di maggior forza, le condizioni di un’ulteriore fusione. «Per evitare che alla fine siano altri a scegliere», ha detto Bosi, minacciando di sfiduciare Landi. Ma tra le associazioni c’è chi punta arrivare subito a un unico ente camerale di area vasta da Modena a Piacenza. Una strada che oggi deve fare i conti con l’ulteriore impedimento dovuto alla situazione di stallo in cui si trovano i vertici della Camera di commercio di Modena e che per ora ha riportato tutti ai blocchi di partenza. Anche in questo senso va letto l’invito di Confcooperative al sindaco. E, fermo restando il rispetto dell’autonomia delle singole associazioni di categoria, ora Vecchi è stato chiamato a fare il giocatore e non a limitarsi a fare lo spettatore seppur interessato.

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