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«Si perde l’identità. I soldi? Solo promessi»

Ecco i 10 motivi per cui i comitati “Rinascita “Campeginese e “Tutelare Gattatico”, contrari alla fusione fra i tre Comuni, chiedono agli elettori di votare «no», domani, alla consultazione...

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Ecco i 10 motivi per cui i comitati “Rinascita “Campeginese e “Tutelare Gattatico”, contrari alla fusione fra i tre Comuni, chiedono agli elettori di votare «no», domani, alla consultazione referendaria che si terrà dalle 7 alle 23 a Campegine, Gattatico e Sant’Ilario.

1) Le nostre identità. Si perdono elementi importanti delle identità e del senso di appartenenza a delle comunità di cui siamo molto orgogliosi, con lo svilimento della sua struttura politica ed amministrativa.

2) I tre Comuni. Una configurazione demografica sbilanciata come quella che caratterizza questi tre enti ha come inevitabile conseguenza, in caso di fusione, che i cittadini di Gattatico e Campegine contino di meno nelle future scelte che riguardano il loro territorio.

3)Meno efficienza dei Comuni. Lo stesso ministero degli Interni ha recentemente diffuso uno studio con il quale viene evidenziato che le migliori prestazioni per i cittadini sono erogate dai Comuni compresi nella fascia che va da 5 a 10 mila abitanti, esattamente come sono Gattatico e Campegine.

4)Maggior burocrazia. E' inoltre risaputo che più un ente è grande, maggiori sono i costi, la burocrazia e le inefficienze, con l'inevitabile prolungamento dei tempi di risposte alle richieste degli utenti.

5)Cittadini e amministratori. Si allontana il rapporto tra i cittadini e amministratori, già oggi precario. I possibili nuovi rappresentanti dei municipi avranno solo un ruolo consultivo, ma non vincolante rispetto alle decisioni del consiglio comunale.

6) I servizi comunali. Rischiamo di avere servizi meno attenti e disponibili, maggiori difficoltà con associazioni del volontariato, così tanto attive nei nostri territori e legate a rapporti diretti con le proprie amministrazioni.

7)I finanziamenti pubblici. I presunti finanziamenti che dovrebbero arrivare sono limitati nel tempo e non assolutamente certi perché dipesi dai bilanci di Stato e Regione. E comunque saranno a parziale copertura dei costi tecnici derivanti dall'adeguamento di tutta la nuova struttura. Se vi sono disponibilità finanziarie, perché invece non darli per la sanità, povertà e altre esigenze di primaria importanza anziché solo ai Comuni che si fondono?

8)Le facili promesse. Non crediamo a tutte le promesse che ci giungono leggendo i documenti di coloro che sostengono la necessità della fusione. La superficilità e presunzione con cui sono state scritte non rappresentano certo una garanzia della loro effettiva realizzazione.

9)Cosa diciamo. L'esperienza amministrativa passata di questi tre Comuni insegna che si possono fare assieme tanti progetti attraverso convenzioni o accordi di programma pur nel rispetto dell'autonomia e peculiarità di ciascuno, senza ricorrere alla fusione.

10) Rilancio dei Comuni. Siamo convinti che la ripresa e il rilancio dei nostri Comuni vadano conquistati attraverso una nuova compattezza delle comunità, mettendo assieme le energie migliori, le idee più stimolanti ed innovative. Con la fusione questo percorso si allontanerà.

L’appello al voto . «Il 16 ottobre – affermano i comitati per il «no» – siamo di fronte ad una scelta importante. L'invito a tutti i nostri concittadini è di recarsi alle urne per dare un significato preciso della volontà di essere parte integrante di comunità che vogliono contare sulle scelte per il proprio futuro».

«Chiediamo un voto per il «no» – concludono i comitati dei cittadini contrari alla fusione – anche perché: 1)non è assolutamente vero che sia stato già tutto deciso; 2) che basta un no in più rispetto al sì e cade l'ipotesi di fusione; 3) che in caso di vittoria del sì non ci sarà più permesso di ritornare indietro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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