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Dalle minacce mafiose alle firme fasulle l’esponente del Carroccio in due processi

Sono due i processi che in tribunale a Reggio vedono coinvolta Catia Silva. Nel primo caso si è costituita parte civile – tramite l’avvocato Gianluca Vinci – nei confronti di cinque brescellesi d’orig...

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Sono due i processi che in tribunale a Reggio vedono coinvolta Catia Silva. Nel primo caso si è costituita parte civile – tramite l’avvocato Gianluca Vinci – nei confronti di cinque brescellesi d’origine calabrese: Alfonso Diletto (in carcere perché condannato a 14 anni e 2 mesi in primo grado nel processo Aemilia e considerato uno dei vertici del clan Grande Aracri in Emilia) alla sbarra per violenza privata, mentre Salvatore Grande Aracri, Girolamo e Carmine Rondinelli nonché Salvatore Frjio sono accusati di minacce in concorso. Il tutto aggravato dall’aver utilizzato la modalità mafiosa. La vicenda risale al 2009 e la leghista sarebbe stata presa di mira a Brescello per aver denunciato sulla stampa il radicamento mafioso. Nel secondo procedimento l’esponente del Carroccio è invece imputata (insieme ad altre quattro persone) per falso in atto pubblico: per il pm Stefania Pigozzi sono state falsificate diverse firme per poter presentare alle elezioni 2014 la lista “Brescello Onesta”. (t.s.)

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