Gazzetta di Reggio

Reggio

Rifiuti, si sposta nel Pd la querelle Reggio Emilia-Parma

Rifiuti, si sposta nel Pd la querelle Reggio Emilia-Parma

L’assessore Mirko Tutino risponde al capogruppo parmigiano Nicola Dall’Olio: «Dopo cinque sconfitte, non vincerete le elezioni con il campanilismo»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Reggio e le sue politiche sui rifiuti non vengano strumentalizzate per la campagna elettorale di Parma. E’ in sintesi il messaggio che Mirko Tutino, assessore all'ambiente di Reggio, invia oltr'Enza nella querelle legata ai flussi da smaltire nell'inceneritore ducale.

La polemica è partita qualche giorno fa con le accuse dell'assessore all'Ambiente di Parma Gabriele Folli, secondo cui l'aumento dei rifiuti prodotti a Reggio porterà un aumento della capacità dell'impianto di Iren a Ugozzolo, superando il tetto delle 130.000 tonnellate annue previsto in un accordo con azienda e Regione. Argomentazioni però, secondo Tutino, fatte di lana caprina, vista la valenza sovraprovinciale dell'inceneritore. Da Parma aveva replicato a Tutino anche il capogruppo del Pd in Comune Nicola Dall'Olio, rimarcando tra l'altro che, se da Reggio arriveranno più rifiuti, è anche a causa della mancata realizzazione dell'impianto di trattamento meccanico biologico (tmb) di quel territorio, tagliato fuori dalla programmazione regionale. Tutino però, lo gela e dice: «Se il Pd, dopo cinque sconfitte consecutive, vuole riconquistare Parma, non lo farà certamente alimentando il campanilismo verso Reggio».

E prosegue: «Dall'Olio cita un mio intervento nella campagna elettorale del 2012. Ha ragione, andai a Parma a parlare di tmb e ci andò anche il sindaco di Forlì Roberto Balzani. Ci siamo andati perché ci ha invitati lui con l'obiettivo di sostenere lui e il Partito democratico». Entrambi, ricorda l'assessore, «rappresentavamo territori che hanno fatto tanto in materia di rifiuti ma che, si può dire, non sono riusciti a completare in toto ciò avevano programmato e ciò è dipeso da una programmazione regionale che andava oltre le singole volontà territoriali». Dunque «non ha senso replicare impianti sovradimensionati ed è ridicolo che ora si litighi su chi ha un chilogrammo in più o uno in meno di rifiuti a smaltimento, soprattutto perchè abbiamo livelli di “assimilazione” e di intercettazione dei rifiuti delle imprese molto diversi». Nel 2012 poi, evidenzia ancora Tutino, «Nicola Dall'Olio proponeva di spegnere gradualmente l'impianto, cosa difficilmente attuabile ed i cui costi risulterebbero insostenibili. Comprendo che Nicola fatichi a fare richieste alla Regione, ma non usi Reggio e il sottoscritto come bersagli sostitutivi».

Tutino difende poi il suo lavoro: «Reggio emilia in questi cinque anni ha portato il porta a porta a 200.000 cittadini, la differenziata è salita di 10 punti (ed è al 67%) ed i rifiuti a smaltimento si sono ridotti del 30%». Tra l'altro «Reggio parte da livelli diversi, sia in termini di costo di smaltimento del residuo (più bassi e quindi con minori vantaggi nel momento in cui si fa la differenziata) sia in termini di quantità e tipologie di rifiuti. Parma parallelamente ha fatto tanto ed ottenuto risultati di eccellenza». Quindi «non venga tirata in ballo Reggio per i dibattiti politici interni a Parma». Infine, sottolinea Tutino, «nessuno troverà una sola dichiarazione fatta nella nostra città relativa ai 13 anni durante i quali parma esportava rifiuti verso Reggio Emilia». Questo perchè «abbiamo sempre creduto nell'idea che le politiche ambientali e delle grandi infrastrutture abbiano una dimensione regionale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google